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Fa discutere l'improvvisa comparsa di un coltello rinvenuto quasi venti anni fa nell'abitazione dell'ex stella del football americano O.J. Simpson. La polizia di Los Angeles ne sarebbe venuta a conoscenza soltanto poco tempo fa. L'arma, però, sarebbe rimasta nelle mani di un ex agente della polizia per almeno diciotto anni, dopo essere stata ritrovata da un operaio durante la demolizione dell'edificio in cui si trovava anche l'ex abitazione di Simpson. Un elemento che, a 22 anni dalla misteriosa morte dell'ex moglie dello sportivo, Nicole Brown, e dell'amico Ronald Goldman rischia di riaprire un caso che sembrava chiuso da tempo, sebbene rimasto impunito poiché privo in un colpevole individuato dalla giustizia.

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La morte dell'ex moglie

O.J. Simpson - oggi 69enne e detenuto in un carcere del Nevada per rapina e sequestro di persona - è stato l'unico indagato per il duplice omicidio. Nel 1995 però, un anno dopo la tragica morte di Nicole Brown e Ronald Goldman, verrà prosciolto per insufficienza di prove. Ma cos'è successo la notte del 13 giugno 1994, tra le 23 e le 24? Una cosa è certa: i due sono stati brutalmente assassinati, tanto che della Brown si dirà che era stata quasi decapitata, tanto erano state forti le coltellate del killer che si era accanito contro di lei.

Sul corpo di Goldman, poi, verranno ritrovate 20 coltellate. I figli, unici possibili testimoni, al momento dell'omicidio dormivano. E nessun altro testimone si è mai fatto avanti.

La Brown stava rientrando a casa dopo aver cenato con la madre in un ristorante della zona. Sulla via di casa, si era però accorta di aver lasciato sul tavolo gli occhiali da sole. Ronald Goldman, dopo averli ritrovati, si era personalmente recato a casa della Brown per restituirglieli. Verranno ritrovati entrambi a terra, in un lago di sangue.

La confessione di un serial killer

Dal processo, seguito in diretta TV da oltre 100 mila persone, Simpson ne uscirà pulito.

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L'arma - almeno fino a questo momento - non è mai stata ritrovata. Così anche l'unica testimonianza che avrebbe potuto comprometterlo - quella di chi, un mese prima, gli aveva venduto un coltello con una lama da 38 centimetri - risulta inutilizzabile.

Nel 2012, però, il serial killer Glen Edward Rogers avrebbe ammesso di aver commesso il duplice omicidio. Il mandate, sempre secondo Togers, sarebbe stato proprio O.J. Simpson. Ma non per l'omicidio della moglie, questo è bene sottolinearlo, bensì per il furto dei gioielli custoditi all'interno della casa.

Furto da portare a termine "a ogni costo", riferirà Rogers. La confessione di trova all'interno del documentario dedicato a Rogers: My Brother the serial killer, in cui l'uomo avrebber confessato di aver commesso anche altri delitti, oltre a quelli per cui si trova già nel braccio della morte.

In ogni caso O.J. Simpson, che è già stato processato per l'omicidio della moglie, non potrebbe essere riprocessato per lo stesso crimine nemmeno se le tracce trovate sul coltello - tutt'ora sotto analisi - risultassero compatibili col suo dna.

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Obama, a cui Simpson aveva indirizzato una lettera per ricevere la grazia, si è detto sconcertato per i recenti sviluppi che potrebbero, di fatto, riaprire il caso del 1994.