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Una vacanza che per alcuni potrebbe sfociare in tragedia, a Viterbo un ospite dell'albergo accusa forti dolori di testa e dopo alcuni giorni scopre di essere affetto da meningite, ora oltre 100 persone anch'essi ospiti dell'albergo durante le vacanze Pasquali sono a rischio contagio. Scatta l'allarme meningite e le Asl coinvolte passano alla profilassi collettiva per evitare l'epidemia, tra le 100 persone a rischio ci sono anche turisti stranieri, che terminate le vacanze sono probabilmente rientrati nei rispettivi Stati di appartenenza.

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Allarme Meningite per 100 persone

Da l'inizio dell'anno sono decine i casi di meningite accertati, dopo gli ultimi casi più recenti che hanno visto coinvolte ben 16 persone solo in Toscana, ora è Viterbo che mette paura. Durante le vacanze Pasquali un ospite di un albergo nel Viterbese accusa forti dolori di testa, terminate le vacanze e non avendo risolto il problema di salute, il Napoletano rientra in regione e si convince a rivolgersi ad una struttura ospedaliera, i medici non hanno dubbi, il soggetto è affetto da meningite mengingococcia.

L'episodio viene tempestivamente comunicato all'Asl competente che mette subito in moto la macchina delle emergenze e, comunicando con l'Asl di Viterbo, quest'ultima decide di far partire immediatamente una profilassi nei confronti degli ospiti dell'albergo che hanno soggiornato nel periodo delle vacanze Pasquali.

La profilassi per Menigococco 

Il paziente Napoletano attualmente è fuori pericolo di vita, ma si teme comunque un'epidemia poiché nonostante l'Asl di Viterbo abbia attivato il protocollo sanitario di emergenza e sottoposto i soggetti coinvolti a profilassi, molti dei turisti presenti durante il periodo delle festività Pasquali risultano essere tedeschi e cinesi.

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Per quanto riguarda la profilassi di Viterbesi e di Italiani fuori provincia, la prassi di emergenza con medicinali di prevenzione è stata eseguita come da copione, purtroppo però non si hanno ancora dati certi sulla effettiva comunicazione nei confronti egli stranieri, che attualmente potrebbero essere ancora in giro sul territorio Italiano o comunque rientrati negli Stati di appartenenza senza essere a conoscenza, di poter essere affetti da meningite da meningococco, il ceppo più aggressivo della malattia e più volte risultato mortale.