Più volte gli inquirenti hanno chiesto a Gabriele Defilippi e Roberto Obert dove avessero nascosto il denaro sottratto con l'inganno alla loro vittima Gloria Rosboch, la dolce professoressa di Castellamonte, che aveva osato sperare in una vita migliore accanto al suo ex allievo Defilippi. L'inquietante domanda sembra proprio aver trovato finalmente risposta: i 187 mila euro sottratti a Gloria sarebbero ormai irrecuperabili perché spesi dai due indagati in festini, giocate al casinò e cocaina, secondo alcune testimonianze.

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Solo una minima parte del denaro sarebbe finita su alcuni conti all'estero. Gli inquirenti, non a caso, hanno indagato sul tenore di vita di Defilippi e Obert, vistosamente migliorato proprio a ridosso della truffa perpetrata ai danni della Rosboch.

Risposte discordanti in merito al denaro

Interrogati più volte, gli indagati hanno fornito risposte discordanti in merito a dove fosse finito il denaro di Gloria, in quanto il Defilippi ha addirittura condotto i carabinieri presso una cassetta di sicurezza, di proprietà del suo ex amante Obert, custodita in banca a Forno Canavese.

La sorpresa degli investigatori è stata grande nello scoprire che la cassetta c'era, ma il denaro si era volatilizzato. Obert, dal canto suo, ha sempre affermato di non saperne nulla, scaricando la colpa sul complice Gabriele. Insomma, nessuno dei due ha mai accennato ai festini sul lago, alla cocaina e al casinò.

Innumerevoli truffe

Ma la povera Gloria non sarebbe l'unica ad essere caduta nella rete dei truffatori, in quanto si ritiene che i due, finito di spendere in cocaina il denaro della professoressa, faticassero ad adattarsi ad un tenore di vita più modesto, per cui da tale bisogno si sarebbero originate ulteriori truffe che coinvolgerebbero vasti ambiti del Canavese.

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L'omicidio di Gloria si inquadra così in un ambito ben più complesso che gli inquirenti stanno pian piano ricostruendo, tassello dopo tassello. Si tratterebbe dunque di qualcosa di ancora più sconvolgente di una singola, semplice truffa ai danni di una persona indifesa, tenera e speranzosa come Gloria.