Il 16 aprile, l'Ecuador è stato teatro di un violento terremoto di magnitudo 7.8, che ha provocato circa 270 morti (cifra che purtroppo, dalle recenti comunicazioni, non sarà la definitiva), oltre duemila feriti, e milioni di dollari in danni materiali. Il 15 aprile, forti terremoti hanno scosso anche il Giappone (il più pronunciato ha raggiunto magnitudo 7.3), provocando 41 morti. Molti hanno speculato sull'eventuale collegamento tra i fenomeni, cosa però poco probabile per i geologi.

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I due sismi si sono verificati a circa 14000 chilometri di distanza, troppa per gli scienziati, affinché ci possa essere un nesso. Intanto, in Ecuador è stata esclusa la possibilità di eventuali tsunami, anche se c'è stato l'invito ufficiale da parte del governo ai cittadini, di abbandonare alcune case sulla costa causa mareggiate.

L'attività sismica sta aumentando?

Anche se potrebbe sembrare di si, gli scienziati ci tengono a precisare che nell'ultimo anno il livello dei terremoti si è mantenuto incredibilmente costante.

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Secondo le stime, due terremoti che si verificano nell'arco di 24 ore, non indicano necessariamente un incremento dell'attività sismica globale. Infatti, i terremoti con magnitudo compresa tra 7.0 e 7.9, avvengono mediamente più di una volta al mese, e solo per "casualità", due possono avvenire contemporaneamente. Inoltre, possono trascorrere periodi di tempo senza che si verifichi nessuna attività sismica particolarmente forte, come è accaduto tra luglio e settembre del 2015.

Impossibile prevedere i terremoti

Purtroppo, nessuno è ancora in grado di poter predire quando e dove colpirà un terremoto, però è possibile fare delle stime, tenendo conto la frequenza con la quale un certa zona è stata già colpita in passato. Solitamente, prima di una forte scossa, che raramente supera il minuto, potrebbero verificarsi delle scosse di avvertimento, proprio come nel caso del Giappone durante il recente terremoto del 15 aprile.

Anche Papa Francesco ha espresso il suo cordoglio per le vittime.

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