Grandi novità si prospettano riguardo al tema della celiachia, confermate anche dai servizi che le più importanti testate giornalistiche stanno trasmettendo in questi giorni. Grazie agli studi di due ricercatrici italiane, Virna Cerne e Ombretta Polenghi, si prospettano forse nuove speranze per gli intolleranti al glutine che fino ad ora sono stati costretti a rinunciare a tutti i prodotti alimentari derivanti dal frumento e dagli altri cereali contenenti glutine (kamut, orzo, segale, etc.), a causa di una predisposizione genetica cha ha sviluppato nel loro organismo una risposta immunitaria a danno dell'intestino tenue, meglio nota appunto come 'celiachia'.

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I risultati degli ultimi studi

La celiachia è una condizione che riguarda un numero sempre maggiore di persone, nuove diagnosi vengono individuate ogni anno, e sono proprio questi dati ad aver spinto le due ricercatrici ad approfondire gli studi sul glutine, la proteina del grano che è alla base di questa malattia. La loro ricerca è stata candidata dall'Epo (European patent office), l'Organizzazione europea dei brevetti, per ricevere il premio all'European Inventor Award 2016, premiazione che si terrà il prossimo 9 giugno.

Uno studio il loro che merita sicuramente di essere annoverato tra i finalisti, data l'importanza di quanto sono riuscite a scoprire.

Nell'esattezza, quello che le ricercatrici hanno tentato di fare è quello di estrarre il glutine dal grano, un processo che già precedentemente altri studiosi hanno sperimentato. In cosa consiste dunque la novità? L'obiettivo che si sono poste Verne e Polenghi è stato quello di individuare il modo di estrarre la proteina 'incriminata' preservando, però, allo stesso tempo le caratteristiche che contraddistinguono il frumento e che consentono di ottenere prodotti freschi e fragranti.

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Secondo loro la metodologia da adottare per raggiungere tale scopo è quella di miscelare il granoturco e tutti gli altri cereali contenenti glutine con una soluzione di acqua e alcool. Successivamente il composto dovrebbe essere riscaldato, processo questo che permetterebbe di isolare due proteine simili al glutine e che possono essere utilizzate per produrre i diversi cibi. Ormai è noto che ciò che mi lamentano i celiaci è la qualità dei prodotti che consumano quotidianamente, non freschi, contenenti troppi zuccheri ed eccessivamente friabili: è noto che il glutine ha la funzione di collante all'interno di un impasto, caratteristica che manca negli alimenti privi di glutine.

Sarebbe una vera e propria rivoluzione nel campo del mercato senza glutine, che potrebbe risolvere numerose problematiche a cui i celiaci sono sottoposti e che, forse, talvolta vengono trascurate.