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Dall'Iraq arrivano nuove notizie che riguardano le "gesta barbariche" dei miliziani del sedicente Stato Islamico retto dall'autoproclamato califfo Abu Bakr al-Baghdadi. Secondo quanto riporta un articolo di Giordano Stabile per il quotidiano La Stampa, l'ISIS ha lanciato una feroce offensiva diretta contro gli sciiti.

Stando a quanto scritto da Chiara Cruciati per il quotidiano Il Manifesto e riportato sul sito web Nena News, i miliziani dell'autoproclamato Califfato si sono resi responsabili del lancio di tre bombe in poche ore a Baghdad, bombe che hanno colpito i quartieri sciiti e che hanno portato all'uccisione di circa cento civili.

Sempre secondo quanto riportato sull'articolo in questione, il primo attacco è avvenuto nel quartiere Areeba del distretto della città Sadr City e ha portato alla morte di 65 persone, in gran parte donne per via del fatto che l'ordigno era stato posizionato davanti a un salone di bellezza.

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La guerra dell'ISIS agli sciiti

L'ISIS è una formazione islamista radicale che si ispira al fondamentalismo sunnita e più precisamente al wahabismo.

Di conseguenza, i miliziani dell'autoproclamato "Stato Islamico" non vedono di buon occhio le correnti islamiche sunnite più moderate così come il sufismo e sopratutto le correnti che fanno riferimento all'Islam sciita, definito come eretico e per questo considerato da estirpare nel nome del "vero Islam" che gli estremisti pretendono e credono di rappresentare e/o propagandare.

Da diverso tempo a questa parte, l'ISIS è impegnato in una feroce guerra contro la minoranza sciita e mira a distruggere il paese che la rappresenta geopoliticamente, ovvero l'Iran.

Il ritrovamento delle fosse comuni in un territorio liberato dall'ISIS

Proprio pochi giorni fa erano giunte notizie dall'Iraq su un'altra barbarie di cui si erano resi responsabili i miliziani dell'ISIS. Più specificatamente, sono state rivenute ben cinquanta fosse comuni in un territorio che era stato recentemente liberato dall'oppressione dell'ISIS.

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L'ONU ha definito il ritrovamento delle fosse comuni come prova di "crimini atroci" dell'ISIS e c'è da segnalare che tra le vittime vi erano membri della minoranza etnica degli "Yazidi" così come membri di tribù anti-ISIS e donne.