Una telefonata: “Aiutatemi nostro figlio è caduto nella trappola dei videopoker e sta buttando al vento tantissimi soldi”. Dall’altra parte della cornetta la Polizia che, nel giro di pochi minuti, è andata in soccorso di un cittadino disperato che chiedeva aiuto. E così, dopo averlo ascoltato, gli agenti della Squadra amministrativa della divisione Pasisono passati subito all’azione e sono andati a controllare un circolo privato nella zona di piazza Giovanni XXIII, a Cagliari. Locale in cui il ragazzo, troppo spesso, passava intere giornate a giocare.

Il risultato? I poliziotti hanno sequestrato ben sette macchinette di videopoker. Erano sprovviste di tutte le autorizzazioni rilasciate per legge dai Monopoli di Stato e non avevano nemmeno il codice identificativo che le rende legali e tracciabili. Il circolo privato dovrà inoltrepagare una multa da 16 mila euro che è stata verbalizzata al presidente. “Il locale – scrive l’agenzia Ansa - è stato segnalato per non aver esposto la tabella dei giochi proibiti. Ed è stato richiesto anche l’intervento dell’Azienda sanitaria locale per verificare numerosi problemi igienico sanitari che sono stati riscontrati nella somministrazione di bevande e generi alimentari”. Tutti i dispositiviillegali sono stati messisotto sequestro così come il loro contenuto, circa 1000 euro.

21 mila slot machine in Sardegna

Tanti baristi nell’Isola hanno tolto i videopokerdai loro bar ma purtroppo i dati, studiati dal Ser.D, (il servizio sanitario della Asl che si occupa anche di prevenire, curare e riabilitare i disturbi dovuti dalle dipendenze patologiche comportamentali), parlano chiaro. In Sardegna sono 21 mila le slot machine autorizzate per un fatturato, relativo ad ogni ciclo, che sfiora i 150 mila euro: 500 mila euro al giorno.

La Sardegna è ai primi posti anche nella classifica italiana per dipendenza e spesa. E, per chi non lo sapesse, da poco tempo il Governo ha deciso che tutti i soldi guadagnati nell’Isola con videopoker, lotto, superenalotto, gratta e vinci e chi più ne ha più ne metta, rimarranno nelle tasche della Regione Sardegna.

Parola agli esperti

“Nella maggior parte dei casi – spiega Luca Migioni, psicologo – chi soffre di ludopatianon sa quanto gioca e quanto spende. Per il soggetto è normale, tanto è un gioco si dice tra se e se. Posso smettere quando voglio. E poi in troppi casi si finisce nel baratro. Fortunatamente – assicura lo studioso – dalla ludopatia si guarisce. Un grosso aiuto lo da la famiglia che è molto importante in questo cammino”.

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