Grande shock per l'intera comunità napoletana e non solo. Tra la notte di domenica sera e lunedì, sono state rubate le offerte che i fedeli avevano devoluto per il miracolo di San Gennaro. Le offerte, che ammontavano a 13 mila euro, si trovavano all'interno di una cassaforte a muro, sita nell'ufficio del parroco del Duomo di Napoli.

I banditi, secondo le prime ricostruzioni, hanno rubato oltre ai 13 mila euro, altri 500 euro più un apparecchio del circuito di videosorveglianza. Grazie ai sistemi di sicurezza, però, sono state riprese alcune immagini del furto, sulle quali i carabinieri stanno indagando.

La banda dovrebbe essere formata da quattro persone, ma ulteriori accertamenti sono in corso.

Il miracolo di San Gennaro

Gennaro è stato dapprima un vescovo e in seguito un martire cristiano, venerato dai cattolici come santo.Rappresenta, per il capoluogo campano, il patrono principale. Nel Duomo di Napolisono state conservatele sue ossa e, inoltre, sono state custodite due ampolle che dovrebbero contenere il sangue del santo. Queste ampolle vengono mostrate ai fedeli tre volte all'anno, precisamente ilsabato precedente la prima domenica di maggio, il 19 settembre e il 16 dicembre. In questi tre giorni si presume che dovrebbe avvenire il miracolo, ossia assistere alla liquefazione del sangue.

Il sangue di San Gennaro, secondo la tradizione, per la prima volta si sarebbe sciolto ai tempi di Costantino; la prima notizia documentata, però, risale al 1389 ed è riportata nel "Chronicon Siculum".

La reazione dei fedeli

La notizia ha fatto sin dalle prime ore il giro del web, suscitando molta indignazione e rabbia nei fedeli. Un atto criminale che ha toccato i valori della fede, della religione e della tradizione. Sul web sono scoppiate dure polemiche.

Migliaia e migliaia di credenti si sono infuriati e hanno invaso i social con dei post molto caldi: "Toccateci tutto ma non la fede, su questo non si transige. Dura punizione per coloro che hanno perpetrato quest'azione criminale".