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Uno dei leitmotiv più insistenti di questi giorni, di questi giorni terribili che sono seguiti al sisma del 24 agosto, riguarda la necessità di impedire lo spopolamento delle aree colpite. Il terremoto infatti ha causato ingenti danni, e numerose vittime, nei borghi del centro Italia che vivevano principalmente di agricoltura, allevamento e turismo. Per il turismo bisognerà lavorare parecchio, e sodo: per gli allevatori e gli agricoltori si può fare qualcosa fin da subito.

Moduli abitativi e tunnel

Oggi, 19 settembre, è stato consegnato il primo modulo abitativo all'azienda agricola di Valeria Cavezzi, che vive a Roccapassa, una delle innumerevoli frazioni di amatrice, il borgo reatino che ha subito i maggiori danni dal terremoto.

Valeria non ha solo perso la casa e l'attività, andata distrutta con le stalle in cui ricoverava i suoi animali, ma anche un figlio di soli 13 anni. Ci sono perdite che nessuno potrà mai risarcire: tutto ciò che si può cercare di fare è di dare una mano alle persone a ricominciare una vita normale, e una vita normale passa soprattutto attraverso il lavoro. Coldiretti Lazio, in sinergia con la Protezione Civile e le regioni Lazio e Friuli, si è attivata per far recapitare i moduli abitativi a coloro che hanno degli allevamenti e quindi non possono allontanarsi dal territorio nemmeno in vista dell'inverno.

Per gli animali ci si sta attrezzando per far arrivare delle strutture chiamate "tunnel" che fungeranno da stalle improvvisate. Circa il 50% dei ricoveri per animali sono andati distrutti con il terremoto, nell'area compresa tra Amatrice ed Accumoli.

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Agevolazioni per gli agricoltori e allevatori

I moduli abitativi e i ricoveri per gli animali sono messi a disposizione gratuitamente; inoltre si sta attivando una misura del PSR (Programma di Sviluppo Rurale) che consentirà di coprire al 100% le spese che gli allevatori e agricoltori dovranno sostenere per rimpiazzare attrezzature danneggiate o distrutte. Intanto a Sommati, altra frazione di Amatrice, è stata montata una tensostruttura che servirà da deposito di stoccaggio per foraggi e mangimi per gli animali. Anche se queste misure sembrano poco significative e non saltano agli onori della cronaca, sono davvero la base necessaria su cui riuscire a ricucire il tessuto economico dei territori dilaniati dal terremoto.