Non si tratta solo di un'assurda vicenda, bensì quello che è accaduto nella caserma dei Vigili del Fuoco di Piacenza è stato fatto per rispettare un vero e proprio decreto di legge emanato nel 1949, il quale prevede di stanziare il 2% del costo di ogni nuova struttura pubblica in opere di abbellimento per la stessa. Sembra che a quasi 70 anni di distanza dall'approvazione di questa legge il popolo italiano abbia perso di vista le vere priorità e nonostante l'assenza di soldi, talvolta i pochi disponibili vengono spesi percose assolutamente non necessarie.

Solamente alcuni giorni fa infatti, i pompieri della cittadina emiliana si sono visti recapitare un'opera d'arte dal valore di 110mila euro, per l'esattezza un bassorilievo intitolato "1456-2012" realizzato da due artisti, Nicola Renzi e Arthur Duff.

La caserma costruita 4 anni fa

Sono passati solo 4 anni dall'inaugurazione della nuova caserma dei pompieri di Piacenza e già nel 2014 il sindacato aveva richiesto di poter investire il denaro destinato all'abbellimento in opere di miglioria della struttura. L'edificio ad oggi presenta diversi problemi, per esempio gli scarichi delle docce sono rotti e quando vengono utilizzate l'acqua scende al piano di sotto, ogni volta che piove il piano terra si allaga in quanto mancano gli infissi alle porte e ancora non è stato installato un distributore di benzina per le emergenze e non c'è un capannone per custodire i mezzi.

A nulla quindi sono valse le richieste e le segnalazioni da parte del sindacato, che sottolinea non solo le mancanze strutturali ma ricorda anche che sono passati ben 7 anni dall'ultimo rinnovo contrattuale.

La delusione dei lavoratori

Il bassorilievo di certo è molto bello ed anche il suo significato lo è, nella scheda descrittiva viene riportato dagli autori che l'opera vuole esprimere con il linguaggio estetico-visivo l'importanza che ha per il nostro paese il corpo dei vigili del fuoco, sin dal giorno della sua costituzione fino ad oggi. I pompieri di Piacenza però dichiarano che al posto di un riconoscimento così costoso, avrebbero preferito delle migliorie utili al buon svolgimento del proprio lavoro e che per rendere più bella la caserma si sarebbe potuto per esempio riservare una parte dei soldi per organizzare un concorso scolastico.