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"Dateci il pane, ma dateci anche le rose" recita una poesia scritta da James Oppenheim agli inizi del Novecento e diventata simbolo delle lotte operaie. L'affermazione vuol dire che ogni essere umano ha bisogno di sostentamento materiale, ma anche morale; che non si sopravvive soltanto respirando, ma anche sognando. Questo semplice concetto deve essere ben chiaro quando si parla di Amatrice, Accumoli, Arquata del Tronto, e delle frazioni e dei borghi distrutti o danneggiati dal Terremoto.

Aiuto materiale

C'è la necessità di aiutare queste persone a far ripartire la loro economia, un'economia montana già per sua natura profondamente precaria e difficile.

Ma, a parte la bellezza di questi luoghi, che di certo tornerà ad attirare centinaia di turisti appena passata la paura del terremoto, c'è qualcosa su cui la gente del posto può contare, e sono i prodotti della terra. I prodotti tipici possono essere un buon volano per l'economia, ma è necessario che si crei un circuito di distribuzione efficace. Appare quindi encomiabile l'iniziativa "Un cuore per ricostruire" apparsa sul sito zafferanopiceno. L'idea è semplice: in vista del Natale, perchè non acquistare un cesto regalo pieno dei prodotti tipici delle Marche? Parte dell'incasso andrà devoluto all'associazione "Capodacqua Viva", che si sta occupando della ricostruzione dei borghi marchigiani. Ricordiamo anche la "caciotta della solidarietà", realizzata con il latte degli allevamenti di Amatrice, Norcia e Leonessa, la cui vendita è stata promossa da Coldiretti al fine di aiutare la ricostruzione delle stalle distrutte dal terremoto.

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Aiuto morale

C'è poi l'altro versante, quello dell'aiuto morale, della vicinanza espressa con beni non di prima necessità ma non per questo meno necessari. Citiamo a tal proposito l'iniziativa del fotografo Giovanni Marrozzini, che ha messo a disposizione alcuni dei suoi scatti più belli che andranno donati a chi acquisterà tre libri per la nuova biblioteca di arquata del tronto e Pescara del Tronto.

Ecco quali sono le iniziative che possono davvero aiutare a superare il trauma del terremoto: partono dal basso, dal cuore della gente, e non si devono scontrare con una burocrazia che troppo spesso rende gli aiuti istituzionali lenti e addirittura inadeguati.