Se ne è andato all'età di 90 anni nella Casa di Cura Capitanio di Milano, dove si trovava ricoverato, Bernardo Caprotti, da tutti conosciuto come il signor Esselunga, simbolo dell'imprenditoria italiana. Proprio alcune settimane fa era circolata la notizia di una possibile vendita dell'azienda, ma l'affare non ha avuto il tempo di concretizzarsi. A Milano, la prima Esselunga, che si chiamava "Supermarket" aprì in viale Regina Giovanna, e da lì in poi ha dato lavoro a migliaia di dipendenti.

Chiusi i supermercati Esselunga lunedì mattina

Nella mattinata di domani, lunedì 3 ottobre, i supermercati Esselunga resteranno chiusi per lutto.

Sarà questa l'unica manifestazione di cordoglio per la morte del patron Caprotti, che ha chiesto espressamente di evitare necrologi e di poter avere dei funerali in forma privata. I suoi dipendenti, così come molti clienti della nota catena, hanno manifestato sui social network la propria commozione per l'addio di un grande patron, un uomo d'altri tempi. Lunedì mattina si svolgeranno quindi i funerali, alla presenza di pochi familiari ed amici, mentre già nel pomeriggio i supermercati saranno regolarmente aperti, così come sicuramente avrebbe voluto Bernardo Caprotti. Non mancano infine i messaggi di cordoglio da parte del mondo politico, mentre si fa spazio l'idea di un possibile riconoscimento dalla "sua" Milano, l'Ambrogino d'oro.

Morto Caprotti: che ne sarà dell'impero Esselunga? 

Dopo l'inevitabile buco lasciato nella società dal patron di Esselunga, ci si inizia già ad interrogare su chi potrebbe prendere le redini della società.

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L'ipotesi più probabile è quella di proseguire quanto già cominciato dall'imprenditore italiano: il 15 ottobre Citigroup darà il suo verdetto riguardante le offerte avanzate dai fondi Blackstone e Cvc Capital partners, con cui Caprotti aveva già avuto dei contatti per la vendita della società, facendo richiesta della disponibilità a mantenere nel lungo periodo il marchio Esselunga. Nel parlare del futuro dell'azienda non si può però non fare riferimento ai figli, con cui è in corso una battaglia legale vinta, finora, ripetutamente da Caprotti, ma con gli eredi pronti a battagliare ancor più di prima.