Pubblicare su social network come Facebook, Twitter, Instagram fotografie o video senza l'autorizzazione di chi appare nelle immagini è un reato di rilevanza penale, ed in alcuni casi per chi lo commette si possono addirittura aprire le porte del carcere. Questo perché secondo la normativa vigente in Italia chi lo fa viola la legge sul trattamento dei dati personali. Sulla questione si è espressa recentemente la Cassazione, vediamo cosa ha stabilito.

Pubblicare foto senza il consenso di chi appare è un illecito penale

Pubblicare sui social la foto di una persona senza essere autorizzati può costare molto caro. Ed il fatto che chi appare nelle immagini abbia accettato di farsi scattare le foto in questione non ci autorizza a divulgarle attraverso la rete.

Chiunque pubblica foto o video altrui senza esplicita autorizzazione pertanto, commette un reato, che come pena non prevede una semplice ammenda e l'eventuale risarcimento danno, ma sconfina nel penale.

In alcuni casi si possono aprire le porte del carcere

La pena prevista dalla vigente legge sulla privacy per chi viola le disposizioni in materia di trattamento di dati personali tramite il web arriva fino a due anni di reclusione. Una condanna che se comminata nei confronti di una persona incensurata generalmente non spalanca le porte della prigione, ma il discorso cambia nel caso di persone pregiudicate, affidate ai servizi sociali e altre situazioni simili, circostanze in cui anche una condanna a pochi giorni di reclusione possono essere sufficienti per far chiudere in cella il condannato.

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Come si configura il reato e la sentenza della Cassazione

Per configurare il reato in questione è sufficiente divulgare una sola foto del volto di una persona, tramite Facebook, Youtube, Twitter e persino su WhatsApp. E se le foto ritraggono l'individuo in situazioni particolari, come per esempio un rapporto intimo, può scattare il più grave reato di Stalking.

Secondo i Giudici della Cassazione che si sono pronunciati recentemente, la condotta è "idonea a provocare nella vittima uno stato di ansia e un irrefrenabile senso di paura, tale da indurre il soggetto a cambiare le proprie abitudini di vita e rivolgersi ad uno psicoterapeuta".  

Come ottenere le cancellazione

In molti casi è sufficiente invitare chi ha pubblicato l'immagine a provvedere tempestivamente alla sua rimozione, ma vediamo qual è la procedura da fare se intendete portare in tribunale chi ha commesso il reato. Per intimare e ottenere la cancellazione del contenuto dalla rete, il primo passo da compiere è quello di chiedere formalmente la rimozione della foto o del video con una raccomandata con "ricevuta di ritorno".

Dopodiché per denunciare i fatti ci possiamo rivolgere agli uffici della Polizia postale o dei Carabinieri della nostra zona, oppure si può depositare la querela direttamente presso la Procura della Repubblica, anche tramite un avvocato. La vittima ha anche la possibilità di richiedere un risarcimento del danno, quantificabile mediante un procedimento civile. Sempre in via civile si può chiedere al Tribunale un provvedimento che disponga la cancellazione del contenuto in questione.