Di questi tempi si può morire per una frase scritta su Facebook. Sembra incredibile, eppure è quello che è successo a Cagliari, dove Alessandro Picci, di 47 anni è stato ucciso da un giovane di 24 anni Martin Aru, il quale si è costituito ammettendo le sue colpe e motivando il suo gesto come conseguenza di una lite scoppiata a causa di una frase scritta sul famoso social network. I due uomini si conoscevano e hanno cominciato a litigare dopo che Picci ha fatto un commento su facebook; subito dopo Aru ha raggiunto il rivale sotto casa sua ed è scoppiata una rissa tra i due. Il 24enne si è, poi, allontanato per un breve periodo, ed è tornato sul posto con una pistola, con la quale ha esploso un colpo al Picci in pieno volto.

I vicini di casa della vittima hanno dato l'allarme, a seguito del quale  sono intervenuti polizia e carabinieri: sul posto anche i sanitari del 118, i quali hanno portato Sandro Picci al nosocomio più vicino dove, però, è giunto cadavere. Da subito le indagini si sono concentrate su Aru, il quale si è costituito in serata affermando di avere sparato perchè il rivale lo avrebbe minacciato di morte. 

Facebook: strumento da usare con cautela

Questa vicenda è la tragica conferma che i social network sono strumenti da usare con la dovuta prudenza perché non sempre si trovano persone capaci di distinguere le differenze tra mondo virtuale e quello reale. Il problema non è rappresentato dallo strumento, ma dalle persone che lo usano, le quali non sempre sanno approcciarsi nel modo giusto ad esso.

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Il social network non è la vita, ma solo uno strumento nel quale scambiare opinioni, commentare fatti postare foto.

Facebook: uso patologico

L'uso di essi diventa patologico quando uno affida al social network la sua voglia di riscatto sociale e, quindi, vive in funzione dell'immagine, che su di essi vuole avere, molto spesso lontana dalla realtà quotidiana che si trova a vivere. In questi casi basta che qualcuno dica qualcosa che stride con questa immagine virtuale per scatenare il finimondo e portare alla morte, come nel tragica episodio di Cagliari sfociato in un omicidio.