Devastazione. Questa è la prima parola che viene in mente quando si pensa ad un Terremoto. La seconda è paura, perché dopo i fatti di Amatrice, ogni volta che si registra un sisma scoppia il panico generale. È quanto accaduto nella mattinata di domenica 30 ottobre alle 7:40, quando i cittadini di Norcia, Preci e dell'Italia centrale in genere, hanno avvertito la scossa di magnitudo 6.5, la più forte dagli anni '80. Naturalmente, il sentore di un'altra ondata di distruzione è stato forte. Per fortuna non ci sono stati morti, ma tanti feriti e diversi edifici storici distrutti, come la cattedrale di San Benedetto e la chiesa di Santa Rita.

Marche e Umbria tremano, Roma si ferma

Mentre Marche e Umbria hanno subito gravi danni a causa del sisma, a Roma la metropolitana e molti servizi si sono fermati per ore, e pare che il terremoto si sia percepito pure a Milano, seppure in misura minore.

A Rieti la Protezione Civile, intorno a mezzogiorno di oggi, ha provato a distendere un po' gli animi, comunicando l'assenza di vittime. Tutto ciò è servito a poco perché, dopo le 13.00, c'è stata un'altra violenta scossa a Perugia. Il sisma di questi giorni è stato più forte di quello dell'Aquila, che causò diversi morti e lasciò una scia di disperazione, ma in questo caso gli interventi effettuati sugli edifici e le misure preventive hanno consentito di evitare vittime.

Renzi: "ricostruiremo e ripartiremo"

Il Presidente del Consiglio Matteo Renzi promette alle popolazioni colpite dal terremoto una ricostruzione delle opere, delle case e del territorio in tempi ben definiti, ma dichiara anche di aver prima bisogno di riunire il Consiglio dei Ministri. La paura del popolo è che, tuttavia, l'impegno preso dal premier possa ricadere ancora una volta sui cittadini, attraverso un aumento delle tasse.

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Del resto, le parole pronunciate dal capo del governo quando afferma che chiederà solidarietà e aiuto alle popolazioni, alimentano questo timore. Renzi conclude il suo discorso chiedendo sostegno a tutte le forze politiche - indipendentemente dagli schieramenti - e all'Europa.

La solidarietà del Papa e le speranze

Intanto anche il Papa mostra la propria solidarietà alle città colpite dal terremoto, in un discorso in cui dichiara la propria vicinanza alle famiglie maggiormente colpite e a tutti i feriti. Si spera che oltre ad un supporto morale, il Vaticano dia un aiuto concreto alle città distrutte, affinché si possa ricostruire e ripartire. Adesso la paura è che la terra non abbia smesso di tremare: ancora vi sono piccole scosse di assestamento, e si teme che lo sciame sismico diventi più frequente. Ora come ora non bisogna suscitare del panico inutilmente, ma serve intervenire per aumentare la prevenzione, e per aiutare tutti i piccoli paesi in zone a rischio ad affrontare la situazione e ad essere pronti a fronteggiare nuovi rischi.