Il cavalcavia di Lecco crolla il 28 ottobre dopo il passaggio di un Tir carico di bidoni di acciaio. Il ponte non ha retto il peso del carico, ma già diverse ore prime era stata segnalata da un automobilista la presenza di calcinacci sotto allo stesso, e diversi segni di crepatura sulla struttura. Situazione poi confermata dal sopralluogo fatto dall'anas e dalla polizia stradale intervenuta sul posto. Quel giorno nonostante ci fossero gravi lesioni alla struttura del cavalcavia, non fu disposta la chiusura al traffico, e dopo l'arrivo del camion è accaduta la tragedia. Un uomo muore nell'auto schiacciata che transitava sotto al cavalcavia, e una famiglia di tre persone si salva miracolosamente riportando comunque diverse ferite.

Tra Provincia e Anas inizia quindi il rimpallare delle responsabilità, e le indagini della procura sono arrivate a inserire almeno tre persone nel registro degli indagati.

Due ingegneri della Provincia e uno dell'Anas

Le tre persone indagate sono: Angelo Valsecchi 50 anni di Lecco, impiegato nella Provincia come dirigente viabilità e infrastrutture, Andrea Sesana di Oggiono, in Provincia come responsabile concessioni stradali, e infine l'ingegnere dell'Anas Giovanni Salvatore. I reati che sono ipotizzati da parte della procura sono di omicidio colposo e disastro colposo, sempre ovviamente che vi siano da parte loro delle responsabilità oggettive. Se le indagini mostrano che il loro operato è stato svolto secondo le regole, e non potevano fare più di ciò che hanno fatto, cadranno le accuse.

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Inchiesta per capire quali sono le responsabilità

L'indagine che si sta svolgendo è volta a capire ciò che è accaduto subito dopo la segnalazione dei calcinacci presenti in strada, avvenuta alle 14, dopo che sono intervenuti sul posto la polizia stradale, un responsabile dell'Anas ed è stata contattata telefonicamente la Provincia. Nonostante la richiesta di chiudere al traffico il tratto comprendente il cavalcavia, fatta dopo il sopralluogo, nessuno dei due enti, Provincia e Anas, ha provveduto a far chiudere la strada. C'è dunque da capire come mai, e su quali basi, i due enti hanno ritenuto di lasciare che il traffico proseguisse in attesa di ulteriori disposizioni,