Il 5 novembre 2016, nell’ospedale San Salvatore de L’Aquila è nata Rachele, la prima bambina dopo il sisma che ha colpito, devastando, il paese di Amatrice lo scorso 24 agosto. Figlia di Eleonora Cortoni e Marco Contini, Rachele rappresenta il simbolo della vita che non si arrende e va avanti. I genitori, che abitavano nella frazione Casali di Sotto, a seguito del violento terremoto che ha distrutto amatrice si sono trasferiti in una frazione di Montereale a Cavallari e lì ora vivono con la loro piccola figlia, simbolo di forza e amore.

La forza della vita

Rachele è il simbolo di come la potenza della vita emerge anche in un momento di piena difficoltà, anche di fronte la forza devastante della natura, in un momento in cui si è perso tutto, ma in questo tutto che si è perso, la forza di rialzarsi prevale.

Il sorriso di Rachele rappresenterà per tutti il coraggio di andare avanti, il coraggio di ricominciare. Perché è bene ricordare che “Il coraggio non trema” e lo sanno bene le tante persone, che seppur abbiano perso tutto, con la forza che le contraddistingue, si sono rialzate e stanno lottando con tutte le proprie forze per non arrendersi e per ricominciare.

Non dimentichiamoci di loro

Le tante persone che hanno perso tutto a causa della terra che non smette di tremare ci stanno mettendo la forza e il coraggio di non arrendersi, anche se le difficoltà sembrano – e lo sono davvero – insormontabili. Queste persone si trovano a vivere nell’incertezza di ciò che ne sarà di loro e si trovano di fronte la certezza – spiacevole – che la loro vita non sarà più quella che avevano, che la loro casa, seppur un giorno ricostruita, non potrà mai essere come quella di un tempo.

Queste persone hanno perso gli affetti, l’amore, hanno perso i loro i ricordi, quelli che gli avrebbero tenuto compagnia quando il tempo sarebbe passato più lento, e per quanta forza potranno avere, la vita di queste persone sarà inevitabilmente segnata dalla notte del 24 agosto.

Il nostro compito, il compito di noi fortunati che abbiamo tutto e non conosciamo minimamente il loro dolore, è non dimenticarci di quanti invece hanno perso tutto.

Il nostro compito è non dimenticarci di loro quando il tempo che passa ci mette davanti notizie più “fresche”, perché il bisogno che loro hanno del nostro aiuto non si esaurirà nel tempo, anzi è proprio più avanti, quando le acque mediatiche si saranno calmate, che avranno più bisogno di noi.

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