A Saronno non si stempera il clima di sgomento per la vicenda che ha coinvolto il medico anestesista Leonardo Cazzaniga e la sua amante, infermiera nello stesso ospedale, Laura Taroni. Emergono, in queste ore successive all'arresto dei due, tantissimi episodi ritenuti particolarmente rilevanti dagli stessi inquirenti. Non solo alcune intercettazioni telefoniche incredibili tra i due amanti, ma anche dialoghi tra la Taroni e i suo figli su "come uccidere le zie". Dettagli che, uniti alla comparsa di altri 14 indagati (si tratta di personale interno al nosocomio che avrebbe taciuto sulla condotta dei due), al sequestro di ben 50 cartelle cliniche, alle decine di morti sospette in corsia, fanno venire la pelle d'oca.

Sette infermieri: "Conoscevamo il Protocollo"

Il "Protocollo Cazzaniga", secondo le dichiarazioni rese da sette infermieri, era ben noto. A quanto pare in molti erano a conoscenza della procedura usata dal medico per portare i suoi pazienti al decesso. Somministrazione massiva di farmaci non prescritti, un senso di onnipotenza mai celato e quella spavalda modalità di fregarsene del sistema. Tutto questo, e molto altro, sta emergendo dal racconto di chi lavorava con i due. Laura Taroni, amante di Cazzaniga, con una spiccata predisposizione all'omicidio, come si evince da alcune impressionanti intercettazioni, oltre ad essere accusata di aver partecipato attivamente all'omicidio di suo marito (deceduto in seguito a un ricovero presso quell'ospedale nel giungo 2013) avrebbe iniziato a somministrare eccessive dosi di calmanti anche al figlio undicenne.

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Sarebbe proprio lui a chiedere alla madre di diminuire le dosi: "Stamattina non riuscivo nemmeno ad alzarmi dal letto, potresti fare meno gocce?".

Amanti complici nel 'piano terapeutico' del figlio di lei

Oltre alle lamentele del piccolo, figlio della Taroni, circa l'eccessiva dose di gocce somministrate dalla madre, il bambino viene intercettato in altri dialoghi, quasta volta in presenza dello stesso Cazzaniga. Emerge che i due erano soliti dare al bambino una pasticca e numerose gocce calmanti. Il piccolo chiede il motivo ai due: "Prima la pastiglia e poi le gocce? Pure le gocce?" e il Cazzaniga replica: "Eh si, la pastiglia ormai tu sei assuefatto". Un 'piano terapeutico' assolutamente mai prescritto al bambino, che rende ancora più agghiacciante il quadro indiziario a carico della coppia.

Nel mirino anche il cugino dell'infermiera

Dalle varie indagini è anche emersa la volontà dei due amanti, rilevata in varie 'ambientali', di uccidere anche il cugino di lei, colpevole (secondo la stessa Taroni) di "farsi mantenere ancora dall'ex moglie".

In un'altra intercettazione, i due indagati parlano dell'omicidio come "soluzione unica a ogni difficoltà", e quello che ne traspare è l'assoluta mancanza di empatia o scrupoli nella folle filosofia di vita dei due. Tra i vari modus operandi da usare col cugino, la Taroni avrebbe persino ipotizzato che durante un eventuale ricovero "Trac! Tra il chiaro e lo scuro gli viene un infartaccio!".