Secondo quanto riportato da "Het Laatste Nieuws", Eddy V. (il nome completo non è trapelato), allenatore della squadra giovanile di ciclocross Cycling.be-Alphamotorhomes, si sarebbe tolto la vita dopo la positività al cortisone di un suo giovane atleta.

Il giovane Fabio Verberckmoes sarebbe risultato positivo ai controlli effettuati il 18 dicembre scorso, dopo una gara giovanile svoltasi ad Oleye, nei pressi di Liegi. Il padre del ragazzo, Philippe Verberckmoes, racconta ai media che durante la settimana precedente alla gara, l'allenatore avrebbe insistito per sottoporre il ciclista ad "iniezioni di vitamine", arrivando a presentarsi davanti casa del giovane per portarlo con sé.

"Ho chiesto se la pratica fosse legale, ma lui mi ha tranquillizzato dicendo che non era la prima volta che lo faceva e che sarebbe andato tutto per il meglio", racconta il signor Verberckmoes, che poi conclude: "Lo conoscevo da tempo e non avrei mai creduto che fosse coinvolto in qualcosa di collegato al doping".

Ovviamente al dramma umano si va ad aggiungere quello sportivo per tutti quei ragazzi che erano sotto le "cure" di Eddy V.: Fabio Verberckmoes rischia fino a quattro anni di squalifica, mentre su tutti gli altri giovani pende, ora, una Spada di Damocle. Gli atleti, infatti, sono stati momentaneamente sospesi da ogni tipo di attività sportiva, in attesa dei risultati dei loro controlli.

"Eddy era il mio allenatore da novembre e mi sono fidato ciecamente di lui fino a quando Fabio non ha ricevuto la sua notifica.

Ora non nascondo di essere profondamente in ansia in attesa dei miei risultati, non so cosa potrà accadere. Anch'io ero stato sottoposto a quelle maledette iniezioni vitaminiche. Tuttavia sono certo che per quest'inverno non correrò più, a prescindere dalle analisi, la morte di Eddy e la positività di Fabio mi hanno sconvolto, a prescindere da tutto non riuscirei a correre su buoni livelli" ha affermato uno dei giovani atleti.

Nonostante la mancanza di un qualsiasi messaggio che spiegasse il gesto, i media sostengono che vi sia una stretta correlazione tra positività e suicidio.

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