La norma contenuta all'interno del "decreto Milleproroghe", indirizzata specificatamente contro l'attività dei bus low cost verde-arancio di flixbus, sarà cancellata: questa la promessa del governo italiano. Andrea Mazziotti (Civici innovatori), Sergio Boccadutri (Partito Democratico) e Daniele Capezzone (Conservatori e Riformisti): questi sono i tre parlamentari che si sono fatti portavoce della questione e che hanno presentato oggi i tre ordini del giorno indirizzati al governo affinché venga concesso il permesso alle compagnie di autobus low cost di continuare a operare liberamente in Italia, come del resto avviene già in tutta Europa.
Flixbus, gruppo nato in Germania su iniziativa di giovani imprenditori che da metà 2015 a oggi ha trasportato circa 3 milioni di passeggeri in tutta Italia, aveva parlato di un blitz ai limiti della legge.
Le parole di Boccadutri
Secondo il deputato Sergio Boccadutri, l'approvazione da parte del Senato di queste norme indirizzate a contrastare i bus low cost è stato un errore a cui bisogna prontamente porre rimedio, con il governo italiano che non deve lasciarsi sfuggire l'occasione di garantire un servizio così innovativo all'interno dei propri confini, anche per non incorrere nel rischio di una procedura di infrazione europea. Il deputato sostiene inoltre che si tratta di decisioni che possono intaccare il nostro ordinamento, specie dal punto di vista della tutela dell'attività di impresa.
Gli ordini del giorno presentati sono stati accolti favorevolmente dalla Camera, che sembra voler adottare quanto prima ogni atto normativo utile alla rimozione di qualsivoglia ostacolo che non consenta per l'appunto la libera attività di soggetti già attivi sul mercato dei servizi automobilistici di linea interregionale.
L'oggetto della contesa
La norma contenuta all'interno del "decreto Milleproroghe" prevedeva che le autorizzazioni del Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture per svolgere il servizio di trasporti non potessero essere concesse a imprese che non possiedono propri veicoli e che li noleggiano quindi da fornitori esterni per ottemperare ai propri doveri, proprio come fa Flixbus.
L'emendamento era stato proposto da quattro senatori del gruppo Conservatori e Riformisti. Tra i principali sostenitori della norma contro Flixbus c'era l'ANAV (Associazione Nazionale Autotrasporti Viaggiatori), con il presidente Giuseppe Vinella che riteneva questa disposizione necessaria per salvaguardare la professionalità delle aziende del settore autotrasporti.