Entro giugno sarà presentato in Parlamento il Piano nazionale per l'integrazione. È quanto annunciato dal ministro dell'Interno, Marco Minniti, a Roma, durante l’audizione a palazzo San Macuto, dinanzi alla Commissione parlamentare d'inchiesta sul sistema d'accoglienza, d'identificazione ed espulsione, sulle condizioni di trattenimento degli immigrati e sulle risorse pubbliche già impegnate. Sarà un piano articolato, con diversi punti basilari: attenzioni puntate sull'inserimento sociale e lavorativo, sull'assistenza sanitaria, nonché sulla formazione linguistica e sul ricongiungimento familiare.

In primo piano anche l'istruzione e il puntuale riconoscimento dei titoli di studio conseguiti.

Governare il fenomeno

Minniti si è soffermato su ciò che ha fatto l'Italia nel corso degli ultimi anni. Il Paese ha superato prove notevoli, davanti a flussi di una certa entità, dimostrando di saper accogliere. Adesso occorre affrontare questo tema "con un approccio che deve portarci a dire con grande chiarezza che non possiamo né dobbiamo in alcun modo inseguire o subire il problema". Qual è la via migliore? Niente "soluzioni miracolistiche", il ministro dell'Interno non ha dubbi: "Governare il processo".

Accoglienza diffusa

Il titolare del Viminale, numeri alla mano, ha sottolineato che, alla fine del 2016, i migranti ospitati in diverse tipologie di centri d'accoglienza erano circa 176 mila.

Un incremento notevole rispetto al 2015: il 70 per cento in più. È stata fatta una scelta chiara, la cosiddetta "accoglienza diffusa", tutt'altro che semplice da gestire, ma rivelatasi "la migliore". Si è deciso, inoltre, "di superare i grandi centri", dove non è facile "garantire standard efficienti" e, contemporaneamente, "costruire politiche d'integrazione».

Sostegno premiale

Sull'intesa raggiunta con l'Anci, Associazione nazionale comuni italiani, il ministro ha tenuto a precisare che si tratta di accordo "volontario", in quanto "nessuno può obbligare i Comuni a partecipare". A tal proposito, Minniti ha spiegato che "si può pensare ad un processo di sostegno premiale". Sostanzialmente ciò che "è stato fatto con la Legge di stabilità dello scorso anno".

E "se il modello dell'accoglienza diffusa si rafforza", certamente vanno aumentati "anche i fondi per premiare" quei comuni che, con impegno, "danno la loro disponibilità". In tale contesto, va stabilizzato anche il contributo riguardante i comuni disponibili ad accogliere i richiedenti asilo. Minniti ha aggiunto che è stata avviata la distribuzione di fondi, circa cento milioni, "circa 500 euro per ogni migrante accolto".

Intese con le religioni

Il ministro ha parlato anche delle intese con le religioni, considerando importante il "Patto nazionale per un Islam italiano” sottoscritto tra il ministero dell’Interno e i rappresentanti delle associazioni delle Comunità islamiche presenti in Italia. Un documento che richiama la Costituzione e propone un fermo equilibrio di diritti e doveri.

Concordata anche la promozione di una formazione per gli imam. Altro punto riguarda i sermoni, che dovranno essere tradotti in lingua italiana.

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