verona. Circa cinque anni fa una mamma veronese si è rivolta ai servizi sociali per ricevere un aiuto in un momento di difficoltà temporanea. Da allora sua figlia Giovanna (nome di fantasia) è stata allontanata e non è più tornata a casa. La bambina è stata messa in una comunità e dopo circa 2 anni è stata collocata in una famiglia affidataria. Qui qualcuno, non si sa bene chi, ha deciso che sarebbe tornata a casa solo dopo la maggiore età o persino oltre la maggiore età.

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Il tutto senza l’ok del Tribunale.

Una misura simile è in totale contrasto con la legge italiana. Ci chiediamo chi abbia deciso, in totale contrasto con la legge e la compassione umana, di comunicare a una bambina piccola una notizia talmente tragica e invalidante, sebbene non fosse neppure confermata da un decreto scritto del Tribunale. Nel frattempo la mamma ha trovato un lavoro stabile e una casa adeguata e potrebbe riaccogliere la bambina, ma la bambina è ancora lontana da casa.

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Giovanna non si è persa d’animo e ha scritto una lettera al giudice:

'Voi quando io avevo 8 anni mi avevate detto che la mia mamma si sarebbe [presa] una piccola pausa, […] scusi 4 anni non sono una “piccola” pausa ma grande anche molto. […] io voglio tornare a casa mia perché quella è MIA non dei miei affidatari, con gentilezza, Giovanna.'

In un recentissimo incontro, i Servizi Sociali, messi di fronte alla lettera di Giovanna, hanno detto che stavano già pensando di liberalizzare e aumentare le visite della bambina con la mamma e la sorellina fin dall’estate del 2016.

Più di un anno fa Giovanna aveva chiesto di poter vedere anche la sorella più grande. Ma non è stato fatto nulla. E ora chiedono almeno un altro mese o forse più.

La famiglia si sente frustrata di fronte a questo comportamento. Il tempo passa è non si vede un miglioramento concreto: le visite sono ancora di poche ore al mese in ambiente protetto. La famiglia ha deciso pertanto di organizzare una raccolta firme indirizzata al Sindaco di Verona e all’Assessore.

Sono già state raccolte più di 400 firme e il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani terrà una serie di tavoli informativi per informare la popolazione di questa e altre criticità nel campo della tutela minorile e per raccogliere ulteriori firme a favore di questa bambina e di una riforma del sistema. Il primo tavolino sarà tenuto sabato 25 febbraio presso il mercatino di San Zeno.

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