Secondo alcune testimonianze, Veronica Panarello, condannata a 30 anni di reclusione per l'omicidio di suo figlio Loris Stival, l'avrebbe picchiato e chiamato con epiteti volgari. Dalla sua abitazione provenivano - stando alle dichiarazioni dei testimoni - rumori di oggetti sbattuti a terra. Inoltre il piccolo Loris avrebbe confidato agli amichetti che spesso litigava con la madre, e che si trovava più a suo agio in compagnia del padre.

Addirittura sembra che alcuni amici di Loris fossero soliti definire la Panarello con il soprannome di "pazza".

Sicuramente queste testimonianze non fanno altro che aggravare la posizione di Veronica, perché vanno a sostegno della tesi secondo cui la donna non avrebbe avuto di certo un rapporto idilliaco con la vittima. Nelle 194 pagine di motivazione della condanna si legge che la Panarello si sarebbe liberata del figlio come di un sacco della spazzatura, senza alcuna pietà.

Ricerche di Veronica al computer

Sembra che Veronica Panarello abbia anche effettuato al computer delle ricerche piuttosto strane, che facevano riferimento ad una bimba picchiata a sangue dalla baby sitter, e tutto ciò poco prima dell'omicidio del piccolo Loris. Insomma pare proprio che, stando alle recenti rivelazioni, la posizione della Panarello sia davvero grave e delicata.

Non bisogna dimenticare, inoltre, che la donna tentò di coinvolgere nel caso persino il suocero, Andrea Stival, affermando di aver avuto una relazione extraconiugale con lui, circostanza poi smentita dalle indagini. Dalle motivazioni della sentenza emerge che la donna nutrisse una vera e propria ossessione nei confronti del suocero, tale da farle affermare che quest'ultimo fosse più dotato di suo marito.

In realtà, com'è stato dimostrato durante il processo, non c'è mai stato alcun legame tra Andrea e Veronica. Di conseguenza, è venuta anche a cadere l'accusa della Panarello, la quale aveva sostenuto che era stato il suocero ad uccidere il bambino, strangolandolo con un cavetto.

Probabilmente quello di Loris Stival è stato uno degli omicidi più efferati degli ultimi tempi, che non può non scuotere l'Italia e le coscienze di ognuno di noi. Esso, infatti, è il simbolo della natura violata e di un rapporto, quello tra madre e figlio, che dovrebbe essere improntato all'amore, non all'odio e alla morte.