Vince Weiguang Li, allias Will Baker, è un cinese emigrato in Canada nei primi mesi del 2001, e alla fine del periodo minimo di residenza ha ottenuto la cittadinanza. Qualche tempo più tardi però, i passeggeri di un autobus della compagnia Greyhound che viaggiavano da Edmonton a Winnipeg hanno conosciuto il vero volto di Li, o Baker. Quel 30 luglio del 2008, lo schizofrenico cinese-canadese, aveva appena decapitato il ventiduenne Tim McLean, quando le urla sono arrivate anche alle orecchie del conducente. Li, nel contempo, aveva tagliato a pezzi il ragazzo e se lo stava letteralmente mangiando.

La polizia era intervenuta in tutta fretta, riuscendo a bloccare l'omicida che passeggiava all'interno del bus mostrando il trofeo ai curiosi.

Tuttavia, l'ironia della sorte ha voluto che Li-Baker fosse giudicato “non responsabile penalmente”, perché affetto di una strana malattia mentale. Oggi, quella invalidità sembrerebbe sotto controllo e il giudice ritiene che può tornare libero. Come se niente fosse. Apriti cielo.

“Non è più una persona violenta”

Per alcuni anni il carcere di Li-Baker era stata un'area protetta dell'ospedale psichiatrico di Winnipeg in Alberta, Canada. Nel quale, l'equipe medica del dottor Jeffrey Waldman ha eseguito alla lettera la terapia prescritta e il serrato monitoraggio del comportamento del recluso.

Con il passare del tempo la forza di volontà riscontrata nel prigioniero gli concedeva mano a mano una maggiore libertà, fino a che, nel novembre scorso, la legge gli ha dato una nuova opportunità. Infatti, viveva da solo, ma sorvegliato dai medici.

Ora, la notizia che fa discutere l'opinione pubblica e la madre del ragazzo è la revoca di quella vigilanza.

L'ira della signora McLean

L'uomo che aveva assassinato e compiuto atti di cannibalismo sul corpo di Tim McLean è libero e senza restrizioni, a patto che mantenga la promessa di continuare con le cure farmacologiche. Una sentenza che lascia allibita la signora McLean, la quale non riesce a darsi pace, e rabbrividisce al solo pensiero di trovarsi di fronte quell'uomo. Nel frattempo, il parlamentare James Bezan promette battaglia, e si dice insultato dai giudici per un rilascio che potrebbe mettere in serio pericolo l'intera comunità.