Oggi 29 marzo è una data storica per l’Unione Europea. E non certo positiva, specie per chi crede nell’Europa unita. La Gran Bretagna ha avviato ufficialmente la Brexit, ossia l’uscita dai trattati con l’Ue. Voluta dal 51,9% dei britannici tramite referendum del 23 giugno 2016. Ad avviare la procedura, che durerà circa due anni, è stata una lettera che, intorno alle 13,30, l'ambasciatore Tim Barrow ha consegnato al Consiglio Ue Donald Tusk. Nella lettera, inviata ufficialmente dalla premier Theresa May, si invoca l'articolo 50 nel quale vi è appunto indicata la possibilità di una Brexit.

Ma cosa cambia per noi italiani con la Brexit? Per chi già vive in Gran Bretagna, per chi vuole andarci da turista, per chi vi lavora da poco, per chi a breve ha intenzione di trasferirsi per cercare un lavoro, eccetera? Vediamolo di seguito. Non ci sono certo buone notizie.

Brexit, cosa cambia per italiani che lavorano in Gran Bretagna

Un quesito lecito, dato che in Gran Bretagna – specie in Inghilterra e a Londra – vivono centinaia di migliaia di italiani. Il loro destino, così come quello di 3 milioni di cittadini Ue residenti nel Regno Unito, ma anche, viceversa, del milione circa di britannici residenti nei ventisette Paesi dell’Ue, è il punto più delicato.

Il tasto più critico riguarda i tempi da quando decorrerebbero i 5 anni di residenza richiesti per goderne. Di sicuro, la burocrazia si renderà più complicata, con più moduli e pure lunghi, da compilare.

Brexit, cosa succede per italiani che vogliono viaggiare in Gran Bretagna

Da quando è passata la Brexit, recarsi in Gran Bretagna è diventato più conveniente per il crollo della sterlina. E ciò ha invogliato molti turisti italiani ad approfittarne.

Tuttavia, quando la Brexit diventerà realtà, non basterà più solo la carta d’identità, ma ci vorrà il passaporto. Per quanto concerne la copertura sanitaria, non basterà più la tessera europea, ma occorrerà stipulare una apposita assicurazione. Previsti poi rincari dei biglietti aerei e delle tariffe telefoniche.

Cosa cambia per italiani che vivono in Gran Bretagna con Brexit

Per quanti vivono in Gran Bretagna e vogliono ottenere una residenza, dovranno puntare al «residence permit».

Qui però la Brexit è uno spartiacque: per chi vive lì già da anni, non dovrebbe essere un problema ottenerlo. Per chi si reca in questo periodo di transizione, o peggio ancora quando la Brexit sarà un fatto compiuto, di sicuro sarà richiesta più burocrazia e severità delle procedure.

Cosa succede agli italiani che studiano in Gran Bretagna

Altra preoccupazione riguarda i tanti giovani italiani che studiano in Gran Bretagna, soprattutto a Londra.

Sono a rischio i vantaggi oggi garantiti dalla comune appartenenza all’Ue. Pensiamo alla parificazione agli studenti britannici, con possibilità di ottenere esenzioni dal pagamento delle tasse universitarie o accesso a finanziamenti bancari. Verranno meno molte garanzie e protezioni economiche e si andrà incontro anche a tasse universitarie più salate delle attuali. Pertanto, studiare a Londra o in altre città britanniche, rischia di rimanere solo un sogno per tanti.

E un lusso per pochi “figli di papà”.

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