Il ministro britannico David Davies in un'intervista rilasciata alla rete inglese ITV ha negato decisamente che possa verificarsi l'eventualità di un pagamento di cifre troppo salate per l'uscita del Regno Unito dall'Unione Europea.

Il Financial Times aveva ipotizzato che la cifra per l'uscita, partendo dalla soglia minima di 60 milardi di euro, potesse arrivare fino a 100 miliardi di euro.

Davies, l'uomo politico designato dal governo per seguire le modalità di uscita dall'UE, dopo aver negato la possibilità di raggiungere tali estremi non è stato più preciso.

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Trattative ancora in alto mare

Le trattative rimangono aperte, è ancora da stabilire una cifra esatta per il pagamento del "divorzio" dell'Inghilterra dall'Unione Europea.

Il governo inglese rimane compato nell'affermare di voler pagare "solamente il necessario", non un euro (o un penny) più di quello che è legalmente dovuto all'UE. Sempre Davies, si mostra caparbio affermando di essere sì disponibili a pagare una cifra ma avvertendo che il suo governo non si limiterà a dare semplicemente quello che l'europa chiede.

Tra le file dei conservatori sono molti quelli che preferirebbero dare all'Europa assolutamente nulla, considerando, a loro dire, quanto il loro Paese abbia aiutato il vecchio contintene negli ultimi 40 anni. Effettivamente, da un punto di vista strettamente legale, il governo inglese non è obbligato a versare nemmeno un centesimo nelle banche europee, anche se ognuno è consapevole quanto questo potrebbe irremidiabilmente guastare ogni rapporto diplomatico e ogni possibilità di siglare accordi, economici e non, nel lungo periodo post-Brexit.

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Il clima è davvero teso, sopratutto dopo che il primo ministro inglese Theresa May durante una disastrosa cena a Downing Street tra alti papaveri, ha affermato, rivolgendosi al presidente della commisione europea Jean-Claude Junker, che sarà una "donna dannatamente difficile", da non mettere alla prova durante i negoziati.

Dopo le incertezze si cercano numeri e fatti

Dopo 10 mesi di incertezze l'Europa chiede all'Inghilterra di prendere delle decisioni e fornire numeri precisi, richieste legittime a cui gli inglesi sembrano non avere ancora trovato le risposte.

Il capo negoziatore dell'Unione Europea Michel Barnier avverte che Il tempo continua a scorrere e spazza via ogni illusione di poter uscire dall'Europa mantenendo gli stessi diritti e privilegi. Qualcuno, durante la suddetta cena ha usato l'espressione: "L'Unione Europea non è un golf club", dal quale si può entrare e uscire a piacimento.

In molti osservatori è nato il sospetto che il governo inglese non sia del tutto cosciente né di quello che sta accadendo, né di quello che davvero vogliono.

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Ma sopratutto non sembrano assolutamente consapevoli delle conseguenze a lungo termine che un'operazione come la Brexit può avere su un Paese, come l'Inghilterra, che fonda il 53,2% della sua economia sulle importazioni.