Come da programma si sono tenute le esercitazioni militari a Pyongyang, che hanno visto impegnata più che mai la forza aerea della Corea del Nord. Aldilà delle sanzioni Onu, pertanto, nulla cambia nel programma del leader Kim Jong-un, al quale era riservato il solito privilegio di condurre personalmente un'esercitazione di combattimento che vedeva schierate in campo sia le forze aeree, che le forze antiaeree del regime.

Kim: finalmente "pronti a colpire portaerei Usa"

Un'esercitazione che ha visto l'eccellenza aerea nordcoreana simulare un attacco agli Usa.

Questo la dice lunga sulla possibile alternativa di una resa diplomatica definitiva del regime comunista di Kim Jong-un, speranza ormai più che tramontata. L'obbiettivo della simulazione, che ha visto come al solito un ingente dispiegamento di forze militari aveva come obiettivo anche quello di preparare l'attacco alla portaerei Usa, la Carl Vinson, ancora a largo della penisola coreana.

Mentre dirigeva personalmente le esercitazioni, Kim Jong-un non si è fatto mancare elogi per "i progressi compiuti dalla forze antiaeree dell'esercito nordcoreano".

Tanto riporta la nota Kcna, agenzia nordcoreana che ha raccolto le dichiarazioni entusiaste del dittatore in merito al "successo delle manovre aeree e l'abilità con cui i suoi piloti hanno effettuato i voli, dimostrando la loro prontezza e preparazione".

Tutta la "potenza militare" di Pyongyang per l'esercitazione anti-Usa

Scopo fondamentale dell'esercitazione era infatti "addestrare i comandanti a bordo delle potenze aeree a colpire ogni tipo di bersaglio, nella fattispecie le portaerei nemiche".

Sempre secondo la Kcna, il dittatore non ha risparmiato incoraggiamenti all'esercito, al quale ha ribadito di doversi tenere pronto all'eventualità del conflitto, incitando tutti a "combattere per la riunificazione nazionale".

Un dispiegamento enorme di forze, anche se solo per un esercitazione a pochi giorni dei provvedimenti Onu in merito ai test missilistici, che ha visto la partecipazione in massa dell'eccellenza militare nordcoreana.

Tra tutti, un gruppo di comandanti di divisione, poi bombardieri, e ancora ranger, comandanti di jet e di elicotteri. Inoltre, dichiara la Kcna, all'esercitazione avrebbero infine preso parte un gruppo nutrito di giovani piloti neodiplomati.

Washington e Giappone "non restano guardare"

D'altra parte, a largo della costa sudcoreana sono in atto simultaneamente le manovre congiunte di Usa e Corea del Sud, con la Carl Vinson. Oltre ciò, vi è ora più che mai - aldilà del transito di manovre navali contrapposte - anche il "nuovo controllo navale imposto dai provvedimenti Onu verso Pyongyang". I controlli nipponici infatti hanno subito già una notevole intensificazione dopo agli inasprimenti attuati in nome delle nuove sanzioni, e rappresentano un ulteriore pressione-oltre quelle puramente militari- verso il regime della Corea del Nord.

Nelle intenzioni del Giappone vi è, pertanto, la volontà di rafforzare le ispezioni, quanto la ferrea intenzione di "non lasciare che Pyongyang riceva quanto necessario per lo sviluppo del suo programma nucleare", come ha dichiarato dopo gli ultimi sviluppi proprio il ministro degli Esteri giapponese Fumio Kishida.

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