L'incubo di una guerra nucleare torna con l'ennesimo test di Pyongyang e con le minacce del leader Kim Jong un. Ma anche con le complesse dinamiche che delineano i rapporti dei molti Paesi coinvolti, come Russia, USA, Cina e Corea del Sud. Una guerra che può essere condotta su più fronti, e che può avvalersi di sanzioni economiche, quanto di astute battaglie condotte suo social.

L'esempio è quello offerto dal presidente Donald Trump, che ha recentemente attaccato la Cina via Twitter, sostenendo di "non aver combinato nulla per la situazione Corea del Nord".

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Attacco nel solito stile del Tycoon, al quale ha prontamente risposto la Cina confermando l'attrito degli ultimi mesi con la Casa Bianca. "Il commercio tra Cina e Usa e la crisi di Pyongyang", afferma Pechino "sono due cose separate"; precisando, in un secondo momento, che la Cina continuerà a lavorare con la comunità europea per la risoluzione del problema dell'escalation di Pyongyang.

Corea del Nord costruisce bomba all'idrogeno?

I presupposti per una guerra nucleare vengono aumentati nelle ultime ore dalle dichiarazioni piuttosto preoccupanti di un rappresentante del Pentagono, il quale ha preferito rimanere anonimo, ma che ha fatto trapelare la notizia per cui Pyongyang sarebbe al lavoro per la costruzione di una bomba all'idrogeno.

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Un ordigno dalla potenza devastante, più potente perfino delle precedenti bombe di Hiroshima e Nagasaky, il cui completo sviluppo potrebbe anche essere terminato nell'arco dei sei mesi e mezzo. Tuttavia, gli esperti Usa fanno notare che le bombe all'idrogeno sono ben più pesanti degli ordigni nucleari, e di conseguenza avrebbero bisogno del supporto di missili ben più potenti di quelli testati da Pyongyang.

La preoccupazione nasce dal fatto che la Corea del Nord avrebbe praticamente risolto il problema, progettando a tale scopo il razzo Kn-o8. Se ciò fosse davvero possibile, gli esperti dichiarano che il lancio di una bomba all'idrogeno su Washington provocherebbe la morte di 1,7 milioni di persone.

Pyongyang: 'Pronti a colpire Los Angeles'

Ciò che più fa preoccupare, a questo punto, non è tanto la crisi da 'guerra fredda' tra Usa e Russia dopo le sanzioni per la vicenda Russiagate, ma la continua minaccia nordcoreana, che ora sembra giunta ad un punto di non ritorno.

L'ultimo lancio di Pyongyang ha infatti voluto simulare "l'operazione di un lancio in condizioni quasi reali, questo per far vedere agli Usa cosa potrebbero fare in caso di guerra".

Pertanto, Pyongyang si dichiara "pronta a colpire", e a fronte di ciò gli esperti americani non hanno dubbi: i missili di Kim Jong un potrebbero arrivare tranquillamente a Los Angeles. Per questo è scattato un "piano di difesa", che per ora sarà volto a monitorare ogni iniziativa della Corea del Nord, e che è iniziato con le operazioni congiunte con la Corea del Sud.

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Infatti il dispiegamento del Thaad, il sistema antimissile dislocato in sudcorea, è ora ai massimi livelli di fuoco, e con la speranza che la situazione non degeneri nelle ultime ore, il presidente Moon Jae-in ha ribadito la sua collaborazione ad ogni iniziativa di Washington.

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