In questi giorni si parla molto di Terza Guerra Mondiale, e la domanda che mobilita l'opinione generale è sempre la stessa: scoppierà o no? I presupposti ci sarebbero, vista la crescente escalation di Pyongyang e i delicati equilibri tra le nazioni coinvolte nella penisola coreana come Russia, Cina, Giappone e Corea del Sud. Una situazione molto delicata, che dopo le crescenti minacce del regime nordocreano, il quale aveva intimato di colpire l'isola statunitense di Guam con i suoi missili, sembra degenerare di giorno in giorno.

Mike Pompeo: 'Terza Guerra Mondiale? Ancora lontana'

Le ultime esternazioni riguardo lo scoppio di un ipotetica Terza Guerra Mondiale, sono proprio di Mike Pompeo, il famoso direttore della Cia. Secondo quanto dichiarato di recente dal capo dei servizi segreti statunitensi al programma Fox News Sunday, "non esiste per ora la minaccia imminente di un conflitto nucleare che possa portare le nazioni coinvolte ad una Terza Guerra Mondiale".

L'opinione di Pompeo trova riscontro anche nelle recenti dichiarazioni dell'intelligence USA, certa che -nonostante il peggioramento della situazione nordcoreana- l'ipotesi di un conflitto sia ancora piuttosto remota. Tuttavia "non dobbiamo affatto sottovalutare il pericolo nordcorea", precisa ancora Pompeo, il quale ha sottolineato durante l'intervista che " il regime di Kim Jong-un ha sviluppato il suo programma nucleare in modo piuttosto allarmante nell'ultimo mese".

Tolto ciò, il capo della Cia si è sentito in dovere di rassicurare la popolazione Usa all'ascolto: "Ho sentito parlare che siamo sull'orlo di una Terza Guerra Mondiale", ha precisato sul noto canale: "ma non ho ancora visionato alcun rapporto dell'intelligence che parli di una simile eventualità". Ha poi concluso dichiarando che "l'America è conscia del pericolo Corea del Nord, oggi più che mai vicina a sviluppare un arma nucleare in grado di colpire gli Stati Uniti".

Guam, cosa fare nel caso di attacco: 'le istruzioni ai cittadini'

Intanto, nonostante sia ancora lontana l'ipotesi Terza Guerra Mondiale, i cittadini dell'isola di Guam sono stati istruiti sul da farsi nel caso in cui Pyongyang decida di attaccare. Nel comunicato, peraltro poco rassicurante diffuso dalla Guam's Joint Information Center, venivano invitati a "non osservare la palla di fuoco" che, nella peggiore delle ipotesi, potrebbe solcare i cieli sopra Guam e "rendere ciechi chi la osserva".

Tra le altre raccomandazioni diffuse al popolo anche quella di 'stendersi a terra e di coprirsi la testa': piuttosto in fretta, poiché dopo l'esplosione resterebbero solo 30 secondi di tempo prima che l'onda d'urto travolga ogni cosa.

La 'speranza Thaad'

Per nulla rassicurante infine la delucidazione di George Charfauros, il consigliere della Sicurezza Nazionale di Guam. Stando alle sua analisi, passerebbero circa 14 minuti dal momento in cui la testata nucleare lanciata da Pyongyang raggiunga Guam: lasso di tempo in cui le sorti della popolazione dell'isola sarebbero affidate interamente al sistema antimissile Thaad.

Lo scopo del sistema di intercettazione americano, è infatti quello di rilevare il lancio e colpirlo nel lasso di tempo indicato. Per molti, però, è considerata tutt'oggi un impresa tutt'altro che semplice.

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