Accettare la morte di una persona a noi molto cara è sempre molto difficile. D'altronde non a caso gli esperti in materia in questi casi parlano di elaborazione del lutto, un processo graduale che richiede tempo. Quanto però accaduto il 29 agosto scorso in un ospedale di Palermo travalica il segno. Ecco cos'è successo.

Parente decede: il caos dei parenti in ospedale

Una paziente di 58 anni, che si era sottoposta a un intervento nel 2016, è stata ricoverata venerdì 25 agosto presso l'Ospedale "Cervello" di Palermo. La donna sofferente di patologie cardiache, nonché in dialisi, durante il trattamento ha accusato un improvviso malore che le è risultato fatale.

Trasportata d'urgenza nel reparto di cardiologia, è deceduta.

Appena appresa la notizia, i parenti non riuscendo a capacitarsi di quanto accaduto, prima se la sono presa con il personale sanitario, poi in preda a una rabbia furiosa e incontenibile, hanno danneggiato tutto il reparto. Purtroppo non è la prima volta che accadono questi casi al Sud, specie in Sicilia. L'episodio che si è verificato il 29 agosto scorso è trapelato soltanto a partire da giovedì sera. Per riportare l'ordine nell'ospedale è stato necessario l'intervento della polizia.

Stando a quanto si apprende dalla nota diffusa dalla direzione dell'ospedale, le complicazioni cardiache per la donna 58enne si sarebbero verificate durante il trattamento per la dialisi.

Trasferita quindi all'unità di terapia intensiva coronarica, le è stato impiantato un pacemaker temporaneo per consentirle di farle continuare la dialisi nel reparto. Tuttavia mercoledì scorso le sue condizioni sono improvvisamene peggiorate. Nonostante l'intervento di tre medici cardiologi che si sono prodigati per oltre un'ora per assisterla, purtroppo non è stato possibile fare altro che constatare il decesso della donna. Sempre nella nota diffusa dalla direzione dell'ospedale si sottolinea che la paziente è stata assistita: "nel più pieno e scrupoloso rispetto delle procedure e con estrema professionalità da parte dei medici del reparto".

A quanto pare però i parenti della donna, che avrebbero presentato una denuncia alla polizia, sono di diverso avviso.

A loro volta sarebbero stai denunciati per i danni che hanno causato all'ospedale. Insomma quanto accaduto fa anche riflettere su come la figura del medico venga mitizzata o denigrata secondo una certa ambivalenza: quando salva un paziente viene quasi idolatrato come fosse un santo, quando invece il paziente decede, come accaduto purtroppo nel caso che vi abbiamo riportato, viene ritenuto colpevole e responsabile. In realtà non dovemmo dimenticare che dietro ogni medico, al di là del camice, non c'è che un uomo, fallibile come chiunque altro.

Fermo restando che questa vicenda resta ancora tutta da verificare e da chiarire, non è la prima volta che gli ospedali italiani sono protagonisti di casi che scuotono fortemente l'opinione pubblica.

Come riporta il quotidiano Repubblica, il 30 agosto scorso all'ospedale Cardarelli di Napoli il cadavere di un uomo sarebbe stato lasciato per almeno un'ora vicino al bagno della medicheria, che viene utilizzato anche dai pazienti. A fare questa scoperta, a dir poco raccapricciante, è stata una paziente.