L'ha seguita nel percorso che la ragazzina ha fatto da scuola per rientrare a casa in un quartiere popolare di Milano, periferia ovest della città. Poi è salito con lei in ascensore e sul pianerottolo di casa l'ha violentata in pochi minuti, per poi scappare. Lo stesso 'metodo' usato decine di volte per cui ha già scontato 8 anni di reclusione: inseguimento della giovanissima vittima, aggressione in ascensore o sul pianerottolo, fuga. Edgar Bianchi, 40 anni, violentatore seriale straconosciuto dalle forze dell'ordine e dalla giustizia, è tornato a colpire mercoledì scorso.

Ma dopo essere stato ripreso dalle numerose telecamere di videosorveglianza della zona e accerchiato da 150 agenti della polizia di Stato che gli stavano addosso, ieri è stato costretto a costituirsi: si è presentato in procura e ha ammesso di essere l'autore della violenza sessuale.

La violenza di mercoledì

La sua vittima, una ragazzina di 13 anni, l'ha descritto con estrema precisione: un metro e 80 di altezza, corporatura atletica, capelli castani, maglietta nera, ma soprattutto un segno distintivo inconfondibile: un grosso tutore alla gamba sinistra che lo costringeva a camminare zoppicando. Mercoledì, l'indifesa 13enne è stata seguita da Bianchi che si è infilato nel portone di casa dell'adolescente, è salito con lei in ascensore fino poi a sbatterla a terra sul pianerottolo per consumare una violenza feroce in pochi minuti.

La ragazzina è stata poi portata alla clinica Mangiagalli che offre assitenza alle vittime di violenza sessuale.

Indagini lampo

La polizia scientifica ha lavorato molte ore nel palazzo per raccogliere prove. Sono state esaminate le immagini dell'impianto di videosorveglianza presente nel palazzo e di altre telecamere della zona.

I poliziotti della squadra mobile in poche ore hanno ripercorso gli spostamenti del violentatore in città, dal palazzo dove è avvenuta l'aggressione alla fermata della metro Gambara dove è stato ripreso da decine di altre telecamere, essendo ben riconoscibile grazie al suo tutore. Per mezzo dell'abbonamento che ha usato alla fermata della metro, gli inquirenti sono risaliti alla sua identità scoprendo che è il sex offender e criminale seriale fin troppo noto alle forze dell'ordine.

150 poliziotti su disposizione della Questura gli stavano addosso, allorché prima di essere preso, a 24 ore dalla violenza compiuta, Edgar Bianchi ha deciso di consegnarsi "spontaneamente" in procura dove è arrivato con un avvocato e confessare, per poi essere trasferito in carcere.

Recidivo, il 'ritorno' del mostro dopo 10 anni

Era stato soprannominato il "maniaco dell'ascensore" o anche "il mostro", ai tempi in cui seminava il terrore a Genova. Bianchi, ex barman, è autore di oltre 20 violenze sessuali commesse tra il 2004 e il 2006 nella città ligure. Le sue vittime erano tutte e sempre ragazzine che il maniaco pedofilo sequestrava in androni ed ascensori di palazzi del capoluogo ligure, per poi farle ingionocchiare, puntare loro 2 coltelli alla gola e violentarle.

Condannato in primo grado a 14 anni e 8 mesi di reclusione, poi in secondo grado a 12, tra indulti e sconti di pena ha fatto 8 anni di carcere. Tornato libero da 3 anni, il maniaco, affetto secondo una perizia psichiatrica da "narcisismo istrionico con tendenze sadiche", si è trasferito a vivere a Milano con la fidanzata e lavorava per un'azienda di catering. Ma non ha cambiato le sue abitudini crimimali ed è tornato a colpire. Ora la polizia indaga per capire se sia lui il responsabile di altre aggressioni sessuali avvenute nelle settimane scorse a Milano con modalità analoghe.

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