È di poche ore fa, la notizia che sta sconvolgendo il mondo dello sport, ma non solo: adesivi antisemiti e la foto di Anna Frank vestita con la maglia giallorossa della Roma, quasi per un macabro dispetto, sarebbero stati esposti dai tifosi della Curva Sud della Lazio durante la partita contro il Cagliari di ieri sera. Gli adesivi, lasciati sugli spalti e rimossi qualche ora dopo, hanno suscitato sgomento tra la comunità ebraica, che sostiene: "Questo non è calcio, non è uno sport".

La storia si ripete

Sono, certamente, episodi che non vorremmo mai che accadessero, anzi, che si ripetessero perché già ben tristemente noti nei libri di storia contemporanea: inneggiamenti all'antisemitismo e all'odio razziale sembravano temi che non riguardassero più il nostro tempo, che attraverso il ricordo, fossero sempre più rimasti nel dimenticatoio.

Così purtroppo non è ed è altrettanto triste scoprire che rimembranze così terribili avvengano proprio durante un incontro sportivo: laddove onestà, rispetto per l'avversario e il gioco di squadra fossero gli unici ideali da rispettare.

Verrà aperta, secondo quanto riportano le fonti Ansa, un'inchiesta per individuare gli ideatori di questa azione di pessimo gusto e contenere ilmpolverone meditativo che questo rischia di provocare nel mondo sportivo. La Lazio, naturalmente, si dissocia totalmente da questo episodio, ribadendo il proprio dissenso e la propria lontananza da questi avvenimenti discriminatori, nonché si proclama vicina alla Comunità Ebraica italiana poiché, da sempre, i componenti della squadra biancoceleste hanno condannato ogni forma di razzismo e disuguaglianza.

Nei prossimi giorni, si procederà all'avvio delle indagini per individuare eventuali responsabili che potrebbero far parte di un gruppo ristretto di estremisti razzisti che non avrebbero nulla a che fare con lo sport e che potrebbero compromettere notevolmente l'immagine di quei tifosi che si recano allo stadio per l'unico motivo utile: supportare la propria squadra del cuore. I provvedimenti disciplinari verso questo gruppo di estremisti non saranno certamente leggeri, così come non lo saranno le conseguenze del loro imperdonabile ed ingiustificabile gesto.

Un altro inqualificabile gesto che fa, nuovamente, riflettere su quel triste passato che vorremmo tanto dimenticare e lasciare esclusivamente sui libri di storia. Eppure, dopo quanto accaduto, ancora, c'è molta strada da fare.