Da due giorni è divenuto impossibile conoscere in anticipo la prossima stazione ferroviaria in cui si fermerà Destinazione Italia, il treno su cui viaggia il segretario del Pd, Matteo Renzi. Partito il 17 ottobre scorso dalla stazione romana di Tiburtina con l’intento di visitare in appena 8 settimane tutte le 107 province italiane, Destinazione Italia sta diventando un problema per Renzi. Ad ogni città raggiunta, già sui binari della stazione si materializzano persone che protestano con tanto di cartelli e pronunciando ingiurie come “buffone” all’indirizzo dell’ex premier.

Fino ad ora, dall’Abruzzo alla Campania, passando per Molise, Lazio, Umbria, Marche, Calabria e Puglia, il treno affittato dalle Fs è stato subissato di fischi, tanto da indurre la dirigenza Pd ad eliminare dall’apposito sito (www.treno.partitodemocratico.it) l’indicazione del programma delle prossime fermate.

Matteo Renzi contestato, le tappe della via crucis: Umbria e Marche

Secondo quanto riporta il direttore del Fatto Quotidiano, Marco Travaglio (e confermato da diversi video presenti in rete), il treno Destinazione Italia di Matteo Renzi sarebbe stato accolto da fischi e contumelie già alla stazione di Spoleto, provincia di Perugia, al grido di “buffone, vergogna, Pinocchio”. Il viaggio è poi proseguito in direzione Marche.

Ma anche qui, prima a Porto Sant’Elpidio (provincia di Fermo) e poi ad Ascoli Piceno, le contestazioni come “vai a lavorare” non sono mancate.

Destinazione Italia: Abruzzo e Molise

Le stesse scene si sono ripetute durante il viaggio del treno di Renzi sulla costa adriatica, in direzione sud. A Vasto, in Abruzzo, provincia di Chieti (raggiunta in auto ci informa il Fatto), è risuonato il solito “buffone”.

Altro deja vu una trentina di chilometri più in giù, nella cittadina di Termoli in provincia di Campobasso, in Molise.

Puglia, Campania, Basilicata e Calabria

Il treno di Destinazione Italia con a bordo Matteo Renzi ha poi valicato i confini della Puglia. A Polignano a Mare, famosa località turistica marittima situata in provincia di Bari, alla domanda posta da Renzi su come stesse, una signora (riferisce Travaglio) avrebbe risposto senza alcun rispetto “com’ammammete”.

Scene ancora più drammatiche alla stazione di Brindisi, dove uno dei contestatori che avrebbero voluto bloccare i binari sarebbe stato identificato e fermato dalla Digos. In Campania il segretario Dem sarebbe riuscito ad evitare contestazioni solo perché ha parlato a Canne (sito archeologico dove non erano presenti cittadini) e nella basilica paleocristiana di Paestum, una chiesa dove erano presenti il presidente regionale Vincenzo De Luca e l’ex sindaco di Agropoli Franco Alfieri. In Calabria, però, la situazione per Destinazione Italia si è rifatta drammatica. A Reggio Calabria - raggiunta peraltro in aereo a causa dell’interruzione della linea ferroviaria Jonica all’altezza di Matera (Basilicata) - le urla dei contestatori avrebbero costretto la delegazione renziana a, parole di Travaglio, “riguadagnare frettolosamente la stazione dall’ingresso secondario”.

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