Tutto comincia nel 2016 da un'inchiesta del giornale statunitense "The Indianapolis Star", quando Rachael Denhollander, una delle vittime degli #abusi, ha denunciato al quotidiano gli abusi ricevuti quando aveva quindici anni [VIDEO], quando era ancora minorenne. Da quel momento sono partite le indagini, dove si sono andate a cercare le altre vittime, per avere più prove a favore.

Le ammissioni di colpa da parte di Larry Nassar non sono tardate ad arrivare. "Ho molestato 125 ragazze" autodefinendosi un "mostro".A poco sono servite le lacrime in aula di tribunale, infatti, il giudice prima di leggere la sentenza ha esplicitamente detto "Per me è un onore condannarla, signore, perché lei non merita di uscire mai più di prigione.

Ho appena firmato la tua sentenza di morte". E così è stato: la condanna va da un minimo di 40 fino ad un massimo di 175 anni a causa degli abusi, la maggior parte su minorenni, e di pornografia infantile; tra le vittime degli abusi vi sono anche la tre volte medaglia d'oro alle olimpiadi Gabby Douglas, Aly Raisman e McKalya Maroney, nonché Simone Biles, che si è espressa tramite i social [VIDEO].

Perché la denuncia arriva dopo molti anni?

Dopo le 125 ragazze molestate da Larry Nassar la domanda potrebbe sorgere spontanea: perché non si è denunciato subito in modo da salvare le altre vittime?

La risposta non è semplice e sicuramente non si limita ad una o due frasi, quindi cercheremo di capire quali sensazioni prevalgono sul coraggio di denunciare. Sicuramente la paura, la paura di essere giudicate male, di sentirsi ingiustamente dire "te la sei cercata" oppure la paura di non essere credute.I dati statistici ISTAT sono drastici: solo il 7% delle donne denuncia subito una violenza subita, e circa il 53% è bloccata dalla paura o dalla vergogna.

Inoltre, dai dati possiamo facilmente dire che le donne non si sentono protette dalle nostre istituzioni, circa il 27% delle donne non denuncia perché non si sente tutelata. E questo è più grave della paura, perché la paura è umana, è un sentimento troppo forte da reprimere in modo assoluto, ed è per questo che abbiamo delle istituzioni che dovrebbero tutelare queste donne, al giorno d'oggi, praticamente in ogni ospedale sono attrezzati per ricevere e trattare nel miglior modo possibile una donna che è stata recentemente vittima di abusi, attrezzata a raccogliere prove dell'abuso avvenuto, prove importantissime.Ma come si può combattere questa situazione? Come possiamo evitare altri Larry Nassar? Secondo l'ISTAT tramite l'educazione nelle scuole inferiori. Il tema delle violenze non viene adeguatamente affrontato dalle maestre o dagli insegnanti, addirittura il 48% dei genitori ammette di non sapere neanche se si discute di questi argomenti nelle scuole.

Ovviamente non si può dare la totalità della colpa alle istituzioni scolastiche per questi abusi e, più in generale, per ogni tipo di violenza.

D'altronde, la mentalità di un individuo si plasma a seconda della società in cui vive, e in una società civilizzata vige la regola della non-violenza, che viene giustamente punita in caso questa 'regola etica' venga infranta. Ma sull'altro lato della medaglia abbiamo anche una società in cui, se le istituzioni trattassero questi argomenti con i bambini che dovrebbero educare, forse avremo meno casi come quello nel quale 125 ragazze vengono abusate prima che il colpevole venga fermato. E magari riusciremo a risollevare queste statistiche, che al giorno d'oggi, in una società civilizzata, sono fuori luogo.

#superuovo #violenza sulle donne #violenza sessuale