Giovanni Covone, trentunenne di Cicciano, lunedì scorso è morto sul colpo a bordo della sua vettura sulla Strada Statale 7bis Nola-Villa Literno. L'uomo è andato ad impattare contro un'altra automobile nel punto in cui l'arteria stradale da Acerra conduce al comune di Caivano. Inutili si sono rivelati i soccorsi dei sanitari del 118, giunti sul posto per prestare aiuto alla vittima. Purtroppo, il corpo dell'uomo non ha retto al violento impatto.
Una bellissima vita spezzata improvvisamente
Giovanni si stava recando a lavoro quando, per cause ancora da accertare, si è andato a scontrare con un'altra vettura.
L'uomo si era sposato lo scorso luglio e stava per diventare papà di una bambina, che purtroppo adesso non potrà più vedere crescere. La morte del trentunenne ha sconvolto familiari, amici e conoscenti, che in questi giorni stanno cercando di sostenere la giovane moglie, improvvisamente ritrovatasi da sola ad affrontare un momento importantissimo di quella che era la loro vita di coppia, ovvero la nascita della primogenita.
Giovanni - da tutti chiamato semplicemente Gianni - era figlio di un maresciallo dell’aeronautica in pensione. I funerali del trentunenne sono stati celebrati martedì 23 gennaio, alle ore 15:30, presso la chiesa di San Giacomo a Cicciano. Una chiesa gremita ha accolto, tra tante lacrime, il feretro nel suo ultimo viaggio.
Tanta la commozione che ha accompagnato l'intera cerimonia funebre, e moltissimi i messaggi di cordoglio giunti in questi giorni. Molti sono stati anche i post, pregni di dolore, pubblicati sulla sua bacheca Facebook. Un amico ha voluto ricordare i momenti condivisi, attimi di affettuosa quotidianità, tra scherzi e risate, rimpiangendo il fatto di non aver potuto partecipare al suo matrimonio, un giorno estremamente importante che avrebbe voluto condividere con lui. Il giovane, con rimpianto, scrive: "Avrei voluto conoscere tua moglie, ancora mi viene alla mente quando, con la felicità di un bambino, mi dicesti che a luglio ti saresti sposato". Poi l'amico continua, raccontando la gioia delle descrizioni di Giovanni per i lavori di ultimazione dell'abitazione, nella quale si stava per trasferire.
Il trentunenne pensava che avrebbe vissuto per sempre in quella casa, con la sua amata e con la piccola che stavano aspettando con trepidazione, ma il suo sogno è stato infranto da un incidente stradale mortale, ancora tutto da chiarire.
Il commovente messaggio dell'amico, si conclude con la frase: "Adesso penserò ad un angelo che nel cielo mi proteggerà, ma non sono sicuro che servirà a diminuire il dolore che provo. Ti voglio bene fratellone, ma mi hai messo ko".