È deceduto nella notte agli Spedali Civili di Brescia il bimbo di soli otto anni che ieri subito dopo pranzo, a seguito di un rimprovero dei propri genitori, si era chiuso nella sua cameretta e si era impiccato con una sciarpa legata a un armadio. A ritrovarlo era stata la mamma. Una volta rianimato era stato trasportato in ospedale, ma è qui che è morto nella notte.

I fatti sono avvenuti a Travagliato, in provincia di Brescia, e la famiglia è di origini straniere.

Le circostanze non sono ancora non del tutto state chiarite, ma sembra che il bambino non avesse nessuna voglia di rientrare a Scuola per la lezione del pomeriggio, spinto in tal senso dal padre, si sia chiuso in camera e abbia agito in maniera così sconsiderata da arrivare a togliersi la vita. La madre insospettita, non vedendolo più, dopo qualche minuto lo ha ritrovato lì oramai privo di sensi.

La ricostruzione dei fatti ed il dramma familiare

Si è trattato di un gesto incomprensibile e insensato per un bambino di quell'età, che non trova spiegazioni né nel suo rendimento scolastico, comunque ottimo, né nel suo comportamento usuale.

A scuola aveva ottimi voti e una media che si aggirava intorno a quella del sette e in classe, come riportano le stesse maestre, era ben inserito. Il dirigente scolastico segnala, poi, che tre dei fratelli del ragazzino frequentano la sua stessa scuola e non mai palesato problemi nella comunicazione sia coi docenti sia coi loro stessi genitori che, peraltro, si son sempre dimostrati attenti e presenti.

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In ospedale, a Brescia, si è fatto di tutto per salvare il povero bimbo, ma il ragazzo non ce l’ha fatta. L’indagine che si è aperta su questa tragedia si è però subito risolta. Non ci sarebbero, infatti, responsabilità né da parte dei genitori del ragazzino, né della scuola o di terzi.

Non era successo nulla di apparentemente grave, un semplice rimprovero, forse una alzata di voce, ma niente che possa giustificare quella reazione così drammatica.

La famiglia di origini pakistane è una famiglia perfettamente integrata, come garantisce chi li conosce da tempo, ed ora si trova a dover dare risposte a domande che probabilmente risposte non ne hanno.

Resta la tragedia. Una tragedia che, comunque, è ancora al vaglio dei Carabinieri e della Procura di Brescia che, con il pubblico ministero Katy Bressanelli, stanno cercando di arrivare ad una possibile spiegazione dei motivi di quell'insano gesto.

Purtroppo in questo lavoro non saranno aiutati da lettere o da messaggi, perché nessun appunto è stato lasciato dal bambino neanche sui quaderni di scuola.

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