Secondo quanto riportato dal quotidiano Il Resto del Carlino, da sabato scorso, 18 febbraio, le foto osé di Giulia Sarti sono tornate a circolare sul web. Le immagini a luci rosse della parlamentare M5S erano state rubate da hacker rimasti anonimi e poi postate online nell’aprile del 2013. Sembravano sparite definitivamente, grazie all’intervento della Polizia Postale e, come da lui stesso dichiarato, dell’allora compagno della Sarti Bogdan Andrea Tibusche, alias Andrea De Girolamo. Ora sarebbero ricomparse su diverse chat e avrebbero raggiunto anche gli smartphone di alcuni non meglio precisati politici riminesi.

Secondo molti si tratterebbe di una strana coincidenza, visto che proprio il giorno precedente, 17 febbraio, Giulia Sarti si sarebbe recata in questura a Rimini, accompagnata dal suo avvocato, per integrare la denuncia per appropriazione indebita aggravata contro Tibusche con altri elementi, al momento ancora ignoti.

Tibusche: ‘Non c’entro nulla con le foto osé’

Alla domanda posta da Il Resto del Carlino su un suo eventuale coinvolgimento nella nuova diffusione online delle foto osé di Giulia Sarti, Bogdan Andrea Tibusche risponde senza tentennamenti: “Non c’entro nulla con le foto osé di Giulia che girano di nuovo in rete”. L’ex compagno della parlamentare riminese si definisce un “imbecille” se avesse pensato di fare una “cosa nel genere” proprio dopo essere stato denunciato dalla donna per la presunta appropriazione indebita dei soldi destinati al fondo per il microcredito alle piccole imprese aperto dai pentastellati.

Anzi, Tibusche si vanta di aver “fatto di tutto” per eliminare quelle immagini nel 2013, collaborando con la Polizia Postale.

La storia delle foto osé di Giulia Sarti

Dunque, come precisa il sito chiamamicitta.it, che si occupa principalmente di cronaca della provincia di Rimini, da sabato scorso lo foto osé di Giulia Sarti starebbero girando su alcune app di messaggistica come Whatsapp.

E, come aggiunto da Il Resto del Carlino, avrebbero raggiunto gli indirizzi di alcuni politici locali. Ma la storia mediatica delle immagini a luci rosse della parlamentare M5S comincia quasi 5 anni fa. Era il 30 aprile del 2013, quando le foto osé vennero caricate su un sito di hosting di foto piccanti e, adesso, sarebbero rintracciabili ancora nello stesso posto.

Gli autori del furto di dati sono hacker rimasti tuttora anonimi. Ma il fatto strano è che l’indirizzo email di Giulia Sarti non risultò forzato, chi era interessato alle sue foto si era limitato ad inserire la password corretta. Azione possibile solo in due casi: o tramite specifiche applicazioni, utilizzabili solo da hacker professionisti, oppure la password è stata utilizzata da qualcuno che già la conosceva perché molto vicino a lei.