Una serie di scosse di terremoto si sono registrate ieri in Carnia: intensa la prima, di magnitudo 3.8, seguita da ulteriori scosse di assestamento che si sono prolungate per tutta la giornata. Il sisma è stato avvertito in un'area piuttosto estesa: l'epicentro è stato registrato nel cuore delle Dolomiti friulane, tra i comuni di Forni di Sopra e Forni di Sotto. La prima scossa è stata avvertita distintamente da Udine a Sappada, ma le conferme sulla percezione del movimento tellurico sono arrivate persino da Belluno.
Paura tra gli abitanti
Sei in tutto le scosse registrate: tutte comprese tra magnitudo 2.4 e 3.6 .
L'ultima ieri sera quando alle 18.40 la terra è tornata a tremare nel buio e quieto silenzio delle Dolomiti. Una scossa di grado 3 della scala Richter, registrata a quattro chilometri a Ovest di Forni di Sotto, ha nuovamente diffuso il panico tra la popolazione.
Molta la paura da Belluno a Longarone: negli abitanti resta sempre vivo il ricordo del devastante terremoto del 1976, quando una scossa di magnitudo 6.5 colpì violentemente il Friuli. Fortunatamente l'attività sismica di ieri non ha provocato danni o feriti.
E mentre la terra trema irrompe il Burian
In queste ore su tutto il nord Italia irrompe gelido il Burian: un vento siberiano, che soffia da nord est sulla Carnia colpita dal sisma.
Sale anche la preoccupazione della Protezione Civile per il rischio di slavine, che potrebbero essere causate dalle abbondanti nevicate in perfetto accordo con il forte vento in aumento nelle prossime ore.
Il rischio delle slavine in Friuli è sempre alto: nel mese di febbraio alcuni sciatori sono stati travolti da un slavina sul Monte Lussari a Camporosso (Udine). Un'altra valanga nella zona di Nassfeld, poco oltre il confine italiano, è costata la vita a uno sciatore austriaco. Sempre a febbraio, dalle montagne friulane si sono staccate altre tre valanghe: due nella zona del Tarvisiano e una terza sul versante est del Monte Tamai sullo Zoncolan. Quest'ultima ha travolto due sciatori, estratti fortunatamente vivi.
L'ultimo bollettino valanghe emesso dalla Protezione Civile, con un' attendibilità del 70%, annuncia che sulle Alpi Giulie il pericolo sarà 3 (marcato) per la possibilità di provocare distacchi oltre i 1700 metri. Sulle Alpi Carniche e sulle Prealpi il pericolo sarà 2 (moderato), oltre i 1800 metri dove saranno presenti i maggiori accumuli da vento.
Sul tema valanghe, i ricercatori giapponesi hanno raccolto segnalazioni, studi e notizie di stampa, mettendole in relazione con i database di diversi tipi di sisma. Secondo questo studio, è sufficiente un sisma di magnitudo 1,9 per scatenare una valanga.