Ad ogni passaggio nei corridoi del penitenziario raccoglie ovazioni da stadio, molti degli altri detenuti lo considerano alla stregua di un eroe buono. Sbattono coperchi, intonano cori in suo onore. Praticamente sarebbe diventato l'idolo dei detenuti, si presume italiani, che scontano la pena nella casa circondariale di Montacuto, in provincia di Ancona, dove è stato tradotto dopo l'arresto. Questo il racconto di Giancarlo Giulianielli il legale di Luca Traini, il 'vendicatore' di Macerata, ai cronisti. Egli stesso si è dichiarato non solo sbalordito e sbigottito, ma addirittura inorridito dalle manifestazioni di giubilo alle quali ha assistito personalmente mentre era in visita al suo assistito.

Il legale di Traini: 'Mi chiama gente da tutta Italia'

Pare addirittura che il telefono del suo studio squilli in continuazione. Avrebbe chiamato un signore dalla Toscana offrendo la disponibilità a sostenere tutte le spese per l'assistenza legale. Lo stesso avrebbero fatto parecchi gruppi di estrema destra da varie parti dello stivale.

L'avvocato Giulianelli, per correttezza, racconta di aver reso note a Luca Traini queste offerte, ma la risposta è stata un netto rifiuto. Il 'vendicatore' gli avrebbe detto di rispondere a chi chiama di devolvere offerte alle famiglie italiane in difficoltà.

Luca Traini è stato arrestato lo scorso sabato al termine di un'efferata e folle corsa [VIDEO] in auto per le vie di macerata sparando all'impazzata a tutte le persone di origine immigrata che incontrava nel tragitto.

Sei persone sono rimaste ferite e ricoverate in ospedale, colpite dai proiettili della sua pistola.

Il suo folle obiettivo era di 'dare una lezione' ai tanti spacciatori di droga di origine straniera che imperversano nella cittadina marchigiana, per 'vendicare' la morte di Pamela Mastropietro, la 18enne romana il cui corpo fu fatto a a pezzi e ritrovato in due trolley al bordo di una strada [VIDEO].

Agli investigatori, in questi giorni, sta raccontando le motivazioni che lo hanno spinto a questo gesto di efferata violenza. I magistrati gli stanno facendo ripercorrere la sua vita, per poter comprendere il suo reale stato mentale, dopo la dichiarazione di 'soggetto bordeline' stabilita in passato da un analista che lo ebbe in cura.

Traini si descrive come una persona che ha molto sofferto da adolescente. Si sentiva solo ed emarginato a causa della sua famiglia, che pare fosse molto disastrata, sostenendo che solo le amicizie e le frequentazioni di gruppi locali vicini alla destra lo avessero fatto sentire più forte e considerato.