L’indagine sulla morte di Pamela Mastropietro non è chiusa. È la stessa procura di Macerata a comunicare la proroga dell’inchiesta dopo che, sabato scorso, con il fermo di tre nigeriani (Innocent Oseghale, Desmond Lucky e Lucky Awelima), le indagini sembravano chiuse. Sono ancora troppi, infatti, i particolari che lasciano perplessi gli investigatori. Anche la seconda autopsia non è riuscita a sciogliere tutti i dubbi sul macabro ed inedito scempio compiuto sul corpo della giovane, probabilmente durante la giornata del 30 aprile scorso.

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Il depezzamento di Pamela si porta dietro degli oscuri misteri a cui si spera di venire a capo nei prossimi giorni, quando verranno resi noti i risultati degli esami tossicologici e il Ris effettuerà nuovi rilievi nella casa degli orrori di via Spalato. Intanto, però, emergono sanguinosi particolari. Eccoli.

‘Niente di mai visto, sentito o letto nella letteratura di anatomopatologia’

Chi ha presenziato alle due autopsie effettuate sui poveri resti di Pamela Mastropietro, compreso il noto professor Mariano Cingolani, ha così definito quanto visto con i propri occhi: “Niente di mai visto, sentito o letto nella letteratura di anatomopatologia”.

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Come è possibile, infatti, si chiedono gli esperti, riuscire ad operare sul cadavere di una persona disarticolando le sue ossa fino ad eliminare le cartilagini e i legamenti, prima di ripulire perfettamente con la varechina i piatti e le teste delle ossa? E poi, quali capacità tecniche deve possedere l’autore dello scempio sul corpo di Pamela per essere in grado di lasciare nudi e ripuliti i femori, dopo aver asportato cosce e tessuti?

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Cronaca Nera

Il mistero della lingua tra i denti e dei buchi sui polsi

Oltre a questi terribili interrogativi sul depezzamento, gli inquirenti di Macerata si trovano di fronte anche ad altri macabri misteri. Perché, infatti, Pamela Mastropietro viene ritrovata con la lingua tra i denti? E poi, perché aveva dei buchi sul polso, presunti fori di entrata della siringa di eroina, quando è noto che la ragazza la sniffasse e la fumasse, ma senza iniettarsela?

Comunque sia, bucarsi sui polsi è una pratica di solito utilizzata dai ‘tossici’ di lungo corso, perché non hanno altri buchi disponibili. In tutto questo orrore, gli unici fatti sicuri sono il colpo alla tempia e le coltellate al fegato inferte alla ragazza. Mentre ci sono ancora dubbi sulla violenza sessuale, anche se questa ipotesi sembra essere al momento esclusa.

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