Pamela Mastropietro potrebbe essere stata uccisa e poi fatta a pezzi da un gruppo di persone, probabilmente tutte di origini nigeriane. Per il momento questa è solo un’ipotesi investigativa, visto che ad oggi nessuno risulta formalmente indagato per omicidio o violenze sessuali. Non è ancora escluso, infatti, che Pamela potrebbe essere morta per overdose. L’accelerazione nelle indagini è avvenuta nelle ultime ore, quando le forze dell’ordine hanno fermato due cittadini nigeriani, uno dei quali si trovava a Milano, forse intenzionato a fuggire in Svizzera.

Al momento, però, resta in carcere solo Innocent Oseghale, mentre l’altro nigeriano fermato, Desmond Lucky, resta a piede libero. La possibile svolta nella ricerca della verità sulla tragica morte di Pamela l’ha fornita la seconda autopsia effettuata ieri sul corpo della ragazza: un lungo lavoro di macelleria compiuto da ‘mani esperte’ per il quale, secondo l’anatomopatologo, sarebbero servite molte ore e, forse, più persone.

Il fermo di altri due nigeriani per la morte di Pamela Mastropietro

Come si diceva, dunque, le indagini sulla morte violenta di Pamela Mastropietro hanno messo il turbo dopo i risultati della seconda autopsia che, anche se non con certezza, fanno propendere per l’ipotesi che la ragazza sia stata assassinata (forse a coltellate) dopo essere anche stata violentata (si spiegherebbe così l’asportazione e l’occultamento del pube compiuta dai misteriosi e ancora presunti assassini).

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Politica Cronaca Nera

Nel pomeriggio di ieri, 9 febbraio, i carabinieri hanno fermato a Milano un 27enne nigeriano il cui nome resta per il momento ignoto. L’uomo si trovava in compagnia della moglie nella stazione Moscova della metro milanese e, probabilmente, la sua intenzione era quella di fuggire in Svizzera. Come riporta Il Resto del Carlino, sarebbe “sospettato di aver avuto un ruolo chiave nello scempio del corpo” di Pamela Mastropietro.

Ancora di meno si sa del secondo nigeriano fermato, stavolta a Macerata, e sottoposto ad interrogatorio nella stazione dell’Arma. Fatto sta che, ieri mattina, era stato lo stesso lo stesso pm maceratese Giovanni Giorgio ad anticipare che “sono in corso e si protrarranno per l’intera giornata audizioni e chiarimenti di più soggetti di nazionalità nigeriana” anche se “non sono stati effettuati fermi”.

Oseghale, Lucky e il risultato dell’autopsia su Pamela

Al momento, dunque, l’unico a restare dietro le sbarre è Innocent Oseghale, accusato di vilipendio e occultamento di cadavere, ma non dell’omicidio di Pamela. Ancora più ‘leggera’ la posizione dell’altro indagato, Desmond Lucky, sospettato di cessione di un quantitativo minimo di eroina alla ragazza romana. Le loro posizioni, però, potrebbero aggravarsi, visto che dall’autopsia compiuta ieri dal professor Mariano Cingolani emergerebbe, anche se non ancora con certezza, l’ipotesi che Pamela Mastropietro sia stata colpita con un corpo contundente alla testa e accoltellata al fegato quando era ancora viva.

Mistero anche sulla totale sparizione di sangue e urine. Si attendono ora i risultati dei test tossicologici per escludere, o confermare, l’ipotesi dell’overdose, anche se quella dell’omicidio di gruppo, forse rituale, resta la più gettonata. Infatti, come ha dichiarato lo stesso Cingolani, “il sezionamento del cadavere è stato fatto in modo scientifico per cancellare le prove”.

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