Nelle ultime ore, ha fatto molto discutere la notizia della presunta "corsa ai Caf" da parte di numerosi cittadini residenti nelle regioni meridionali. Quest'indiscrezione è stata lanciata inizialmente da "La Gazzetta Del Mezzogiorno" e, in seguito alla sua diffusione virale sul web, è stata ripresa da diversi organi di stampa e d'informazione.

La presunta notizia ha acceso immediatamente il dibattito anche nel mondo della politica, con il Partito Democratico e il centrodestra che, in merito alla vicenda, hanno criticato la campagna elettorale del Movimento 5 Stelle.

Le enormi file per il reddito di cittadinanza sono una fake news?

La notizia circa le "enormi code" per richiedere il reddito di cittadinanza, dopo un po' ha cominciato a destare qualche perplessità, e addirittura si è cominciato a parlare di "bufala" architettata "ad hoc" dai detrattori di M5S. In realtà, sembra che ci siano state delle richieste di informazioni sulla suddetta misura presso gli sportelli dei CAF, ma le cifre relative al numero di persone che si sarebbero recate negli uffici, sarebbero state un po' gonfiate dai media.

Difatti, stando a quanto riportato da un articolo pubblicato dalla testata "Il Post", non ci sarebbe stato nessun "assalto ai Caf".

Ecco cos'è realmente il reddito di cittadinanza proposto da M5S

Negli ultimi mesi si è parlato molto della proposta "pentastellata" inerente il reddito di cittadinanza, e in diversi casi è stata fatta anche un bel po' di disinformazione sul tema, che non ha consentito di comprendere appieno finalità e obiettivi di questa misura, generando un po' di confusione.

Ad esempio, secondo coloro che sono contrari a questa proposta, si tratterebbe di un mero strumento di "assistenzialismo".

Del resto, è bene ricordare che il reddito di cittadinanza proposto dal Movimento 5 Stelle, somiglia molto di più ad un'indennità di disoccupazione, piuttosto che alla legge attualmente vigente in Alaska. Infatti la misura proposta dal partito fondato da Beppe Grillo non è "universale" e valida per tutti, ma solo per coloro che sono in possesso di determinati requisiti, tra i quali l'essere in una condizione di disoccupazione, oppure il percepire un reddito o una pensione al di sotto della soglia di povertà.

Il sussidio, inoltre, ha una durata temporanea e, una volta ottenuto, il destinatario deve necessariamente iscriversi presso un centro per l'impiego, frequentando dei corsi di formazione e di riqualificazione ed accettando una delle prime tre occupazioni che verranno proposte. Insomma, considerando questi aspetti, emerge una certa differenza tra la proposta reale e quanto emerso durante la campagna elettorale.

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