Recenti studi, resi noti dalla BBC, hanno messo in luce come l'Acqua potabile contenuta in bottiglia non sia poi così tanto sicura. Molto spesso infatti si tende a preferire l'acqua venduta al supermercato piuttosto che bere quella proveniente da un depuratore; questo perché si pensa che vengano fatti controlli accurati che ne possano garantire la sicurezza nei confronti della nostra salute. Secondo quanto emerso da tali ricerche, non tutti i marchi distributori di acqua in bottiglia sono in grado di commercializzare prodotti sicuri.

L'inchiesta sulle microplastiche nell'acqua in bottiglia

Con l'aiuto della Fredonia State University of New York, un gruppo di giornalisti indipendenti appartenenti all'associazione no-profit Orb Media, ha deciso di aprire un'inchiesta sulle tanto discusse microplastiche. Nello specifico, ha pensato di analizzare l'acqua potabile venduta in tutto il mondo, prendendo a campione ben 259 bottiglie commercializzate in 9 Paesi. Accanto a brand come Nestle Pure Life, Aquafina, Epura e Gerolsteiner, ce ne sono alcuni che sono venduti anche in Italia, tra cui Evian e San Pellegrino. Memore delle analisi condotte in passato, l'Università di New York ha voluto contribuire a tale inchiesta, mettendo a disposizione i propri laboratori e il proprio team di ricercatori; con l'obiettivo di dimostrare anche la veridicità delle operazioni, ciascun passaggio è stato documentato con diverse riprese video.

La presenza delle microplastiche all'interno del liquido è difficile da scovare, ma per farle risaltare maggiormente sono stati utilizzati dei coloranti: nello specifico, il Rosso Nilo, il quale si è legato al materiale plastico, rendendolo fluorescente. Dopo aver filtrato l'acqua, si è constatata la presenza di 10 microplastiche per ciascun litro; a queste si andrebbe ad aggiungere la concentrazione di più di 300 particelle ancora più piccole, non visibili ad occhio nudo e contate con un apposito macchinario.

Gli effetti della presenza di microplastiche

Grazie agli studi della Fredonia State University of New York, è emerso un dato piuttosto allarmante, soprattutto se posto in relazione alla quantità di acqua in bottiglia che quotidianamente viene bevuta in tutto il mondo.

Prima di soffermarci sulle conseguenze, è bene comprendere come queste microplastiche possano finire prima nel recipiente e poi nel nostro organismo. A riguardo non si ha ancora la certezza, ma si pensa che il semplice atto di svitare ed avvitare il tappo possa far sì che si stacchino delle minuscole particelle, le quali inevitabilmente vanno a finire nell'acqua che poi si berrà. Tali microplastiche vengono così introdotte nel nostro corpo e potrebbero avere degli effetti dannosi sulla nostra salute, in quanto sono composte da materiale non idoneo all'assunzione. Nonostante ciò, non sono note ancora le possibili conseguenze in quanto non si è verificato alcun caso eclatante che possa essere ricollegato all'ingerimento della plastica.

Per questo motivo, non è scattato un vero e proprio allarmismo, ma la BBC ha voluto vederci chiaro ed ha contattato i diversi brand coinvolti. Secondo quanto riportato, si tratterebbe di analisi prive di importanza, in quanto le microplastiche sono presenti nelle situazioni più variegate, di cui molto spesso non si è a conoscenza. Per questo motivo, è impossibile escludere la totale assenza delle particelle; inoltre, sembrerebbe che la concentrazione sia comunque al di sotto dei limiti imposti.