Giovedì 8 marzo: nella villa comunale di Molfetta, è stato imbrattato, ad opera di soggetti non identificati, il busto di Giuseppe Di Vittorio. La denuncia arriva dal segretario generale della Cgil di Bari, Gigia Bucci che, nel condannare l'atto vandalico, ha ricordato come la suddetta scultura fosse stata oggetto di omaggio, lo scorso 3 novembre, del segretario generale della Cgil, Susanna Camusso.
La dottoressa Bucci ha sottolineato che questo gesto non oltraggia solamente la figura di Di Vittorio, ma anche la terra pugliese, costituita da uomini e donne che hanno lottato per potersi emancipare dalla povertà grazie al lavoro e ai diritti annessi ad esso.
Lo sfregio ha portato all'organizzazione immediata di un presidio dinanzi al busto del sindacalista, ricordando come la Confederazione Generale Italiana del Lavoro, appellandosi ai diritti della democrazia, si sia sempre battuta contro ogni forma di ideologia autoritaria.
Di Vittorio: emblema della lotta ai fascismi
Giuseppe Di Vittorio è stato tra i più brillanti sindacalisti del secondo dopoguerra, oltre che Deputato dell'Assemblea Costituente sotto il gruppo parlamentare comunista, e Deputato della Repubblica Italiana nella XXVI Legislatura, rappresentando il Partito Socialista Italiano. Più volte, nella sua carriera, si è scagliato contro le leggi razziali fasciste antisemite, ritenendole distruttrici dell'umanità, divenendo così un emblema nazionale della lotta ai fascismi.
Il neofascismo è stato uno dei punti critici dell'ultima campagna elettorale. Diversi esponenti del mondo politico hanno messo in guardia circa la sua presenza: tra i più autorevoli, ricordiamo il Presidente uscente del Senato, Pietro Grasso che, facendo eco al Presidente della Camera Laura Boldrini, dinanzi a centinaia di studenti universitari a Bologna ha condannato qualsiasi forma di violenza perpetrata da regimi fascisti o razzisti.
Inoltre va ricordato l'appello nazionale promosso da oltre venti associazioni e partiti, dall'Anpi al Pd, dalla Cgil all'Istituto Alcide Cervi, da Liberi e Uguali a Libertà e Giustizia fino alla Uisp, che nelle piazze d'Italia hanno elevato il grido: "Mai più fascismi".
Quest'impegno congiunto ha contribuito al flop delle formazioni di estrema destra alle ultime elezioni, che si sono fermate molto al di sotto della soglia del 3% (non raggiungendo neanche l'1%). Il partito politico CasaPound Italia, ad esempio, si è arrestato allo 0,9%, mentre Forza Nuova allo 0,37%, indice che gli italiani non apprezzano lo sbandieramento di fanatismi passati.