Salerno è da sempre una città dalle mille contraddizioni: se da un lato si veste di fascino e cultura, tra la nuova Stazione Marittima e tante iniziative culturali e teatrali, dall'altro cede facilmente al degrado, come dimostra la nuova emergenza clochard. Infatti, come denunciano diversi cittadini su Facebook, pare che lungo le sponde del fiume Irno, che a pochi passi dal centro di Salerno incontra il mare, alcuni senza tetto abbiano trovato un rifugio più o meno temporaneo.

Non è possibile quantificare quanti siano, ma ciò che viene messo in evidenza dalle testimonianze è che si tratta addirittura di interi nuclei familiari, che comprendono bambini anche piccolissimi. L'ondata di sdegno è implacabile, e in un clima politico sempre caldissimo, ancora non ci sono state risposte dalle istituzioni. La lotta dell'Amministrazione di Salerno ai senza tetto, però, non è nuova alla cronaca.

Già a dicembre 2017, il sindaco, Vincenzo Napoli, aveva ordinato lo sgombero dei punti nevralgici della città: dalla stazione, al lungo mare, fino alla foce del fiume Irno, al tempo già occupata. I vigili urbani furono incaricati di sequestrare coperte, generi di primo conforto e persino biancheria che i clochard avevano accumulato nei loro rifugi di fortuna. Questo spinse i senzatetto a lasciare il centro di Salerno, invaso dai turisti attirati dalle Luci d'Artista, e a spingersi verso la periferia, soprattutto verso la zona Arechi, punta estrema dell'area metropolitana di Salerno.

Lontano dal lustro del centro città, i clochard tornano ad essere 'invisibili' alle istituzioni, come dimostra, lo scorso febbraio, il ritrovamento del cadavere di una donna senza tetto in zona Arechi, morta diverso tempo prima.

Il pugno duro dell'Amministrazione

L'emergenza dello scorso dicembre, aveva spinto l'Amministrazione ad aprire un centro temporaneo di prima accoglienza dedicato ai clochard, in attesa di individuare una struttura da adibire definitivamente.

E mentre la ricerca continua, pare, senza sosta, i senza tetto si sono nuovamente riversati sul lungo mare di Salerno e lungo le vie del centro storico, fino ad ingaggiare un nuovo scontro con i vigili urbani, lo scorso marzo. Sebbene il fenomeno di persone che trovano rifugio lungo le sponde del fiume Irno, recentemente ristrutturate, non sia nuovo, non era mai successo che a risiedervi fossero interi nuclei familiari, bambini compresi, in scarse condizioni igieniche e sanitarie.

I cittadini, tramite la piattaforma di Facebook, chiedono risposte al degrado che sembra serpeggiare sempre più frequentemente tra le pietre e le spiagge turistiche della città delle cento colonne.

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