Era il 28 febbraio 2018 quando il carabiniere di Cisterna di Latina, Luigi Capasso, uccise le due figlie Martina ed Alessia e ferì gravemente la moglie Antonietta Gargiulo. Ora, dopo poco più di un mese, la donna parla per la prima volta ringraziando, in un audio postato sulla pagina facebook della comunità Gesù Risorto (di cui fa parte), chi le è stato vicino in questo momento così drammatico e doloroso. Il video è stato postato dalla pagina facebook 'Gesù Risorto', ma si sente solo la voce della donna.
Il messaggio
"Ciao a tutti cari fratelli, sono Antonietta Gargiulo": con queste parole di presentazione ha inizio l'audio della donna che sta vivendo il dramma della perdita delle figlie per mano del marito.
L'audio continua con sentite parole di ringraziamento per chi ha voluto starle vicino dandole amore, affetto e pregando per lei. Antonietta ricorda le sue bimbe dicendo che il vero miracolo è l'amore che ha circondato lei ed anche loro e che l'odio ed il rancore non vinceranno. "La mia vita è qui ed io ringrazio Dio in ogni istante!" comunica ancora la mamma di Cisterna di Latina mentre ringrazia ancora tutti per le preghiere che le hanno ridato la vita. Antonietta è l'unica sopravvissuta a questa tragedia familiare, è uscita dall'ospedale il 21 marzo ed ora è in un luogo segreto, seguita dalla sua famiglia e da questa comunità religiosa di cui fa parte ed a cui ha voluto donare le sue prime ed emozionanti parole.
La tragedia
Il 28 febbraio 2018 il carabiniere Luigi Capasso, moglie di Antonietta e papà delle due bimbe, compie una tragica quanto assurda azione che toglie la vita alle bimbe e che ferisce gravemente la moglie. Capasso, che era alle prese con una separazione difficile e che non voleva accettare, ferisce gravemente la moglie, spara alle figlie Alessia e Martina (di 8 e 14 anni) e poi si toglie la vita. A quanto pare il folle gesto sarebbe stato premeditato da tempo dall'uomo. Infatti sono state trovate cinque lettere dove il carabiniere annunciava il folle piano e buste con del denaro. Capasso non viveva più in casa con moglie e figlie poiché il matrimonio stava finendo ed il divorzio era ormai prossimo ma, quel 28 febbraio, l'uomo è andato a casa della moglie (dove viveva con le bimbe) e, dopo averla incontrata nel garage, le ha sparato alcuni colpi di pistola che l'hanno ferita gravemente.
Dopo averla lasciata per terra in una pozza di sangue, Capasso è salito in casa ed ha sparato alle due figlie Alessia e Martina che dormivano nei loro letti (era mattina presto). All'arrivo dei carabinieri è iniziata una lunga negoziazione con l'uomo, non sapendo, però, che le bambine erano già senza vita. Poche ore dopo, verso le 13, Luigi Capasso ha rivolto l'arma verso di sé e si è tolto la vita.