Due notizie 'bomba' e non si tratta di facile ironia, trattandosi della corea del nord. Kim Jong-un fa sul serio e la sua intenzione è quella di passare alla Storia come un leader 'rivoluzionario'. La Storia contemporanea dell'ex Stato eremita passerà da due date fondamentali, la prima è quella del 27 aprile 2018 in cui incontrerà il presidente sudcoreano, Moon Jae-in. La seconda, ancora da fissare in realtà, appartiene ad un ipotetico fine maggio-primi di giugno, periodo in cui si terrà l'atteso faccia a faccia con [VIDEO] Donald Trump [VIDEO] (vertice che sarebbe stato anticipato dalla visita segreta di Mike Pompeo, nuovo segretario di Stato americano, a Pyongyang).

Ma i passi che Kim sta compiendo sono realmente mastodontici: il tutto partito con la partecipazione ai Giochi Olimpici in Corea del Sud lo scorso inverno in cui la sorella del dittatore, Kim Yo-jong, fece invero le veci del leader. Il secondo grande passo è relativo alla visita di Stato in Cina, la prima all'estero di Kim Jong-un in persona che, stando alle ultime indiscrezioni, sarà presto ricambiata dal leader di Pechino, Xi Jinping, atteso quanto prima a Pyongyang. Le ultime notizie che vengono dalla Corea del Nord sono ulteriormente positive. Secondo le fonti del governo sudcoreano, infatti, con le dovute garanzie per la sicurezza del suo Paese [VIDEO], il leader supremo di Pyongyang è disposto a mettere sul piatto la totale denuclearizzazione del suo arsenale.

Moon: 'La Corea del Nord non porrà condizioni inaccettabili per Washington'

Secondo quanto affermato dal presidente sudcoreano, Moon Jae-in, "la Corea del Nord non porrà condizioni che per Washington saranno inaccettabili, pur accettando il principio della sua completa denuclearizzazione".

Tra le condizioni che Pyongynag ha sempre messo sul tavolo, per parlare dello smantellamento delle sue testate nucleari, c'era quella del ritiro completo degli oltre 28.000 militari americani di stanza in Corea del Sud. "Tutto quello che viene chiesto dalla Corea del Nord - ha puntualizzato Moon - è la certezza che le politiche ostili nei suoi confronti cesseranno e che sarà garantita la sicurezza e la sovranità del suo Paese”. Per il capo di Stato di Seoul, "la normalizzazione dei rapporti sia con la Corea del Sud che con gli Stati Uniti non sarà un problema".

Trattato di pace tra le due Coree?

Il prossimo 27 aprile, uno dei temi che sarà discusso nell'ambito del summit intercoreano riguarda certamente l'armistizio che pose fine alla Guerra di Corea nel 1953. Da allora i due Paesi hanno vissuto in una sorta di 'tregua armata', senza mai sottoscrivere alcun trattato di pace. Moon Jae-in non esclude che si possa giungere a questo storico traguardo, ma ha sottolineato che "gli ostacoli da superare sono tanti".

Non è la prima volta, in effetti, che i capi di Stato delle due Coree si trovano faccia a faccia per discutere di questa eventualità. "Entrambi dobbiamo mettere sul piatto iniziative coraggiose ed evitare il ripetersi degli errori del passato", ha concluso.

La Corea del Nord ha ufficialmente una 'first lady'

Intanto gli analisti politici ed esperti in questioni coreane hanno notato un cambio di registro anche nel linguaggio dei media di regime. Ri Sol-ju, moglie di Kim Jong-un che sempre più spesso lo accompagna nelle sue visite di Stato (è stata anche a Pechino con il marito, ndr) è stata appellata per la prima volta con il termine molto occidentale di 'first lady'. Ri Sol è stata definita "la first lady rispettata del Paese" in riferimento alla sua recente apparizione pubblica (per la prima volta senza il marito) in occasione di uno spettacolo di balletto cinese nella capitale nordcoreana. In realtà la Corea del Nord ha già avuto una figura femminile capace di meritarsi questo appellativo, ci riferiamo a Kim Song-ae, seconda moglie del 'presidente eterno' Kim Il-sung. Era il 1974, ben 44 anni fa, segnale importante di come il Paese stia cercando la piena normalizzazione anche in questioni di immagine nei confronti dell'occidente.