Una storia davvero macabra quella accaduta a Nardò, una cittadina pugliese dove sono iniziate le celebrazioni per il funerale di un piccolo che poi si è scoperto essere ancora ( e fortunatamente) vivo. Il bambino, italomarrochino nato da madre di Genova ma di origini rumene e da padre di origini marrocchine, è stato involontario protagonista di una vera e propria truffa. La madre, infatti, ha inscenato prima la sua malattia terminale e poi addirittura preparava il suo funerale solo per intascare i soldi che i parrocchiani stavano raccogliendo per aiutarla a causa di queste sventure.

Una serie di menzogne raccontate dalla donna a don Giuseppe Casciaro, prete della parrocchia del Sacro Cuore. L’ignaro sacerdote aveva preso a cuore la sua vicenda: la donna aveva infatti raccontato come il figlioletto fosse malato terminale e come dovesse spendere molti soldi per le curarlo. La Chiesa e i parrocchiani si erano quindi mobilitati e avevano raccolto, grazie alle offerte una somma di circa 700 euro.

A completare l’opera, non potendo più smentire le sue dichiarazioni, la donna aveva infine raccontato che il bimbo era deceduto e che quindi quei soldi le sarebbero comunque serviti per organizzare il funerale.

La truffa scoperta dai dipendenti del Comune

Ma le bugie, soprattutto in un paese relativamente piccolo come Nardò, si sa, hanno le gambe corte e la truffa della signora è stata presto scoperta proprio dai dipendenti del Comune della città pugliese.

A far smascherare la donna, paradossalmente, è stato proprio il marito e papà del bambino, che ignaro della bugie raccontate dalla consorte si è recato insieme al figlio presso gli uffici del servizio sociale della città, dove avrebbe dovuto sbrigare delle pratiche. Una volta giunto li, però, il personale dell’ufficio si è reso conto della somiglianza tra il cognome dell’uomo e quello del bambino di cui don Casciaro aveva più volte parlato per chiedere aiuti economici. Ma a lasciare di stucco i dipendenti è stato proprio vedere il piccolo insieme al padre e, per fortuna, vivo e in buona salute.

Avvertiti anche i carabinieri

Così gli stessi dipendenti comunali hanno immediatamente chiamato i Carabinieri che hanno accertato la tentata truffa da parte della donna. Ora le Forze dell’Ordine, per prendere i provvedimenti nei confronti della mamma, devono attendere che il parroco sporga denuncia per tentata truffa. La signora infatti, non è riuscita ad intascare la somma in quanto le sarebbe stata data subito dopo la celebrazione del funerale, in corso proprio quella mattina, e quindi non avendo intascato il denaro non ha quindi effettivamente consumato il reato di vera e propria truffa.

Sulla macabra vicenda è intervenuta anche Maria Grazia Sodero, assessore del Comune, che ha commentato così l’accaduto: “E’ stata una storia molto particolare e strana, quasi comica se non avesse tinte tanto macabre. Da mamma non capisco come questa donna abbia potuto partecipare alla preparazione del falso funerale del proprio bambino”

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