Ragazzina della Roma bene decide di prostituirsi per una sola giornata, quella dedicata agli innamorati, ma viene usata e infine violentata dai clienti. Quella di Cat, uno dei soprannomi usato dalla 16enne in chat, è la storia di una ragazzina ricca, con scuole private alle spalle e genitori professionisti (la mamma è una dirigente al Ministero) che non ha scelto la strada della prostituzione per soldi bensì per senso di solitudine come racconterà lei stessa alle forze dell'ordine. Il 14 febbraio di quattro anni fa, la ragazzina, allora minorenne, decide di pubblicare su internet e precisamente sul sito online Roma Bakeka [VIDEO]un annuncio in cui scriveva di sentirsi sola, di “aver voglia” e di voler cercare un uomo, dichiarando oltretutto di essere maggiorenne.

A quel punto viene inondata di richieste, a cui risponde prendendo appuntamenti a casa propria.

La storia di Cat, minorenne prostituta per 24 ore

La stessa mattina riceve in casa dei genitori, una villa familiare, due clienti, ma solo con uno dei due consuma un rapporto sessuale. Successivamente nel pomeriggio acconsente ad entrare in macchina con due uomini, un sedicente agente di spettacolo con autista che la conducono in un appartamento in centro. L'agente inizia quindi subito a palpeggiarla facendole capire, inoltre, di poterla avviare al mondo dello spettacolo. Una volta giunti nell'appartamento, però, la ragazza ha un ripensamento e avverte i due uomini di essere minorenne e di sentirsi instabile emotivamente, pregandoli di lasciarla andare. Ma l’agente e l’autista approfittano comunque di lei per oltre due ore, violentandola e schiaffeggiandola [VIDEO].

Ora sono accusati per stupro di gruppo su una minorenne, mentre il primo cliente per prostituzione minorile.

Il giallo della telefonata da parte di un Senatore della Repubblica

La notte la ragazzina confessa tutto alla madre, che la accompagna inizialmente all’Ospedale Bambin Gesù di Roma per accertare le violenze e poi denuncia tutto alle forze dell’ordine. La giovane viene quindi interrogata dal procuratore aggiunto Maria Monteleone, e proprio durante l’interrogatorio riceve una ulteriore chiamata al numero fornito per gli incontri. Dopo controlli si scopre che il numero è intestato a un Senatore della Repubblica, che attualmente non è indagato poiché non c'è stato l'incontro con la giovane, che non ha risposto alla chiamata.