I devoti convenuti per la Messa in Coena Domini sono rimasti increduli. Leggendo la missiva di un confratello, nella quale si dichiarava la propria innocenza, il parroco di Santa Maria Assunta di Salice Salentino, in apertura della celebrazione eucaristica, ha parlato di un sacerdote vessato in maniera illegittima. Tutto nella norma, se non fosse che si trattava di un religioso condannato in primo grado a otto anni di carcere con la pesante incriminazione di reati sessuali compiuti su un minore, all'epoca ministrante.
Chi è il sacerdote accusato di pedofilia
Il nome dell'ecclesiastico non è stato pronunciato per esteso, ma si è compreso che si trattava di don Francesco Caramia, ex parroco di Bozzano, pertinente all’arcidiocesi di Brindisi-Ostuni.
I crimini commessi hanno avuto origine negli anni 2008 e 2009. Ed è stato riconosciuto responsabile di avere abusato sessualmente di un chierichetto di otto anni. La querela fu stilata da un medico pediatra e successivamente confermata dall'interessato, ora maggiorenne.
Il sacerdote che ha letto la lettera
Ma anche il celebrante, che ha solidarizzato apertamente con il presunto pedofilo e officiato i riti del Giovedì Santo, non è uno qualunque: don Carmine Canoci, con più di quaranta anni di vita sacerdotale, è stato vicario a Cellino San Marco (Brindisi), Guagnano (Lecce), San Donaci (Brindisi), Leverano (Lecce), San Pancrazio Salentino (Brindisi), Villa Baldassarri (Lecce), Salice Salentino (Lecce) e Veglie (Lecce).
Canoci, all'ingresso della funzione quaresimale e dopo aver esaltato l’autorevolezza del ministero religioso, ha proseguito spiegando che spesso i sacerdoti sono vittime di chiacchierare insussistenti che ne compromettono la concezione sociale. E paragonato la vicenda ai propri trascorsi, benché non abbiano niente a che vedere con i crimini contestati a don Caramia.
Il vescovo era al corrente?
Ma per quale motivo è stato scelta una lettura così delicata nel mezzo di una celebrazione pre-pasquale? E l’arcivescovo, monsignor Domenico Caliandro, era informato della decisione?
A suo tempo, il presule arrivato in Curia a fine ottobre 2012, divulgò una comunicazione in cui informò che unitamente alla diocesi di Brindisi-Ostuni, vi era del rattristamento per la notizia e ribadì l'impegno a far luce qualora emergessero elementi di azioni criminali da parte del Clero nei confronti dei minori.